I nipoti di Mussolini

Mussolini

”Questa sinistra puzza di totalitarismo, anche se apparentemente ha la bocca inzuccherata di nobili ideali”

di Emiliano Scappatura – Noi avremmo avuto più di qualche dubbio a organizzare nella sala stampa del parlamento un convegno che avesse tra i relatori elementi della destra ultrareazionaria raccattati tra varie sigle extraparlamentari. E questo nonostante riconosciamo tra i nostri maestri di pensiero anche illustri antidemocratici, primo tra tutti quel Carl Schmitt che ebbe anche simpatie naziste. Ma una cosa è avere a che fare con geni riconosciuti del pensiero filosofico, altro è avere a che fare con nostalgici di basso livello che sanno solo esprimersi con slogan o poco più. Crediamo quindi che chi abbia organizzato quel dibattito non abbia avuto grande accortezza. A Roma per simili scambi di idee gli spazi abbondano e quindi il concedervi una tale copertura simbolica ed istituzionale sia una azione scioccamente e inutilmente provocatoria di una destra malaccorta.

Detto questo, però, dall’altro lato, l’episodio non ha fatto sfuggire a una certa sinistra l’occasione per manifestare i suoi rigurgiti fascisti (e usiamo questo termine nel senso che va di moda adesso, come sinonimo di “intolleranteâ€), che purtroppo pervade anche molti suoi deputati e senatori.

Noi crediamo che molti tra i nostalgici di Casapound e di queste accozzaglie reazionarie extraparlamentari siano fascisti (nel senso “storicoâ€) ma solo a parole e giustificati, si fa per dire, dall’ignoranza e da una visione molto superficiale della storia. E che in realtà siano innocui. È insomma il loro un fascismo da operetta, tutto chiacchiere e fumo, ma di cui, una volta esauritisi le vampate del fumo e gli sfoghi del chiacchiericcio ci sia poco da preoccuparsi realmente.

Ma il fascismo vero, quello che c’è a sinistra, quello ci spaventa, eccome. Quello non è solo chiacchiere e fumo. Lì dietro c’è a formare un preciso ordine la forza e l’intelligenza di una cultura, e una precisa strategia. Lì non ci sono solo dei ragazzi scioperati e semianalfabeti che si riuniscono in una specie di dopolavoro e che credono che la società va male perché ci vuole l’uomo forte a mettere tutti in riga, che quando c’era lui funzionava tutto e ogni cosa era in ordine e tutti questi immigrati ci stanno fregando il lavoro e tolti loro ogni cosa comincerà ad andare miracolosamente bene.

E insomma tutto questo campionario di luoghi comuni e banalità è la loro ricetta per ogni cosa anche se non hanno mai preso in mano un libro di storia o di sociologia ma sanno appena leggere e scrivere. Chiacchiere da bar sport, che lì iniziano e lì finiscono. Ma il fascismo di sinistra, quello vero, è un fascismo colto. Lì c’è dietro, anche se molti non la hanno mai frequentata, la puzza della vecchia scuola di partito marxista, che era una cosa molto seria e formava gente preparata prima di buttarla in campo.

Christian Raimo è un professore di filosofia e storia, laureato, ma dice che bisogna spaccare le teste in mezzo alla strada, Ilaria Salis è una professoressa laureata ma sostiene il diritto ad occupare le case, Zerocalcare è un intellettuale che scrive libri ed è seguito anche all’estero da una larga fascia di pubblico giovanile, eppure porta avanti il dovere alla censura di chi non la pensa come lui. E si potrebbe continuare con tanti altri nomi tra intellettuali di prim’ordine. Tutti naturalmente pronti a sfilare per le piazze dove di solito ci scappa qualche scontro con le forze dell’ordine.

Sono loro i veri nipoti di Mussolini? Che, ricordiamolo, non era uno scioperato, ma un uomo che poteva vantare un curriculum di tutto rispetto. Formatosi politicamente nel mondo socialista romagnolo, rispetto a quel mondo permeato da un idealismo imberbe e una aggressività ancora grezza ci mise poco a fare emergere le sue peculiarità: uomo di cultura, maestro in un epoca di diffuso analfabetismo e grandissimo giornalista e che si servì, per la presa e il mantenimento del potere, proprio dei loro metodi: la censura, la violenza o la minaccia al suo ricorso, lo screditamento degli avversari e via dicendo. Naturalmente sempre facendo abilmente passare l’idea che i reali persecutori erano gli altri.

Ed ecco allora i nipoti di Mussolini, coloro che sventolano la Costituzione (dove è scritto chiaramente che ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni) e cantano “Bella ciao†come i fascisti cantavano “Giovinezza†o altre canzoni di repertorio e occupano la sala stampa della Camera per non fare parlare chi non la pensa come loro (ufficialmente, dicono con orgoglio e per dimostrare come si può sempre ammantare di nobili ideali ogni azione squallida, per “impedire l’ingresso di nazisti nel palazzoâ€).

Anche questo gesto ci porta alla memoria ricordi tristissimi di questo paese. Corsi e ricorsi storici, direbbe Vico. Appunto perché, in un paese di ignoranti, la memoria tende dapprima ad affievolirsi, e poi a svanire del tutto. E noi, che biasimiamo questa destra pasticciona e reazionaria, non sappiamo quindi se vederci il male minore perché alla fine siamo molto più intimoriti da questa sinistra totalitaria che le idee, più che contrastarle con altre idee più corrette (ma non dimostra di averne), preferisce censurarle anche, se è il caso, in maniera violenta.

E siamo costretti ancora una volta a dire: teniamoci stretta questa destra sciocca e sgangherata ma innocua a questa sinistra che puzza di totalitarismo, anche se apparentemente ha la bocca inzuccherata di nobili ideali. Ma tutti i grandi dittatori, mentre costruivano le loro carceri, avevano sempre sorrisi accattivanti.

Prof. Emiliano Scappatura

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