Sui suoi dispositivi elettronici sarebbero stati trovati file di natura pornografica con minori
Due arresti e quattro indagati, tra cui un ex consigliere comunale di Brescia (dimessosi la settimana scorsa). È il bilancio di un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano e avviata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia postale, che ha consentito di identificare e denunciare sei persone per violenza sessuale online, “a distanza” ai danni di minori, fenomeno noto come ‘live distant child abuse’.
Due uomini di 47 anni e 31 anni sono stati arrestati nelle province di Trento e Reggio Calabria per detenzione e divulgazione di “ingente materiale pedopornografico”. Anche a carico degli altri indagati, di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano, è stato rinvenuto e sequestrato un “importante quantitativo” di materiale informatico, che verrà sottoposto ad analisi per risalire a eventuali altri soggetti e per l’identificazione (in sinergia con le forze di polizia internazionali) dei minori coinvolti.
L’ex consigliere Iyas Ashkar: “Respingo nettamente le accuse”
“Prendo nettamente le distanze dagli addebiti e chiedo di poter rispettare i tempi necessari della giustizia in cui credo fortemente”, ha affermato l’ex consigliere comunale in Loggia, Iyas Ashkar. “Ho appreso di essere sottoposto ad indagine preliminare e ho nell’immediatezza rassegnato le dimissioni dalla mia carica nel Consiglio comunale di Brescia. Questa decisione è stata dettata dalla necessità di avere il tempo e lo spazio necessari per chiarire quanto prima la mia posizione con l’autorità giudiziaria e per il doveroso rispetto verso l’istituzione comunale” aggiunge.
In una nota la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, nella cui lista era stato eletto il consigliere di origini palestinesi, fa sapere che “quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Milano, nella quale è coinvolto l’ex consigliere Iyas Ashkar, è sconvolgente e provoca un dolore profondo, umano prima ancora che istituzionale. Parliamo di accuse che riguardano lo sfruttamento sessuale di minori: uno dei crimini più vili, più disumani e moralmente inaccettabili che possano esistere”. ADNKRONOS

