di Franco Luceri – Il sapere teorico fa sempre bella figura imbottigliato, etichettato e certificato dal produttore. Ma mantiene le promesse, non se fa di un ignorante un ciarlatano con la laurea, ma un lavoratore responsabile, capace di mutare i problemi in soluzioni, i costi in profitti onesti, salari dignitosi e tributi per lo Stato. Se contribuisce ad umanizzare individui per rendere pacifici e solidali i popoli.
Altrimenti, anche la migliore delle culture democratiche, contribuisce a danneggiare lavoratori e imprenditori onesti che buttano il sangue per finanziarla. Non certo per avere più guerre, più criminali, più corrotti, più fame e più pandemie.
In Occidente qualunque democrazia è in mano ad una maggioranza di istruiti e una minoranza di ignoranti che impotente ne subisce gli effetti.
E in quanto maggioranza, gli istruiti dovrebbero assumersi la responsabilità civile e penale del funzionamento del sistema sociale che loro hanno progettato, costruito e occupato in tutti i grandi vitali del potere: dalla Corte Costituzionale allo sgabuzzino delle scope.
Altrimenti il popolo bue lavora e paga le tasse per mantenere una classe di “ciarlatani irresponsabili“, che al pari di boscaioli stupidi tagliano il ramo su cui siedono (danneggiando chi produce ricchezza per finanziarli) e così condannano a morte popolo e Stato.
Le istituzioni totalmente irresponsabili, e causa di qualunque problema sociale sono due: istruzione e informazione.
E la qualità del sapere teorico che inbottigliano nelle teste d’uovo, bellamente etichettato come laurea o master, si può misurare e certificare solo sul posto di lavoro, se da quel prodotto si ricavano salari dignitosi per i lavoratori, profitti onesti per gli imprenditori e tributi per lo Stato, capace di convertirli in servizi pubblici.
Ma se le uniche forme di salvataggio possibili per chi agisce nei sistemi sociali, progettati dai pensatori, sono la corruzione, l’evasione e l’elusione, la truffa e il furto o peggio la devastazione ambientale, allora il sapere che ci sta nutrendo il cervello vale meno dei rifiuti solidi urbani.
Nel mondo della cultura ci sono “Troppe teste pensanti e nessuna direzione comune“, e generando ricchezza di parole e povertà di salari e profitti, istigano a delinquere chi è condannato a produrre ricchezza e pagare tasse nel disperato tentativo di limitare i danni o evitare il fallimento. Oppure, per non finire in default, istigano alla guerra gli Stati sepolti vivi di debito pubblico.
Almeno da mezzo secolo l’istruzione continua a spostare il baricentro del potere: dal fare al pensare, dal lavorare al parlare, dall’avere al sapere.
Ora il numero delle persone che mangia producendo parole senza senso e sfruttando il lavoro e la produttività mal pagata altrui è mostruoso.
Ed è ancora più mostruoso che gli errori di chi pensa non screditano mai la categoria dei pensatori ma quella di chi è preposto ad agire per tenere in vita se stesso la propria famiglia, le istituzioni e l’intero sistema Stato.
Il mondo dell’istruzione sforna una quantità mostruosa di laureati e masterizzati che invadono ed occupano le istituzioni democratiche come politici, giudici, sindacalisti, burocrati, industriali e banchieri.
Ma quando un laureato prestato alla politica o alla giustizia sbaglia per colpa o dolo, scredita la categoria dei politici o dei Giudici ma non sfiora nemmeno alla lontana “il corpo corazzato e blindato dei fornitori di cultura da cui proviene, e che sono l’origine di qualunque problema.
Chi ha progettato la foresta di istituzioni mangia soldi del sistema Stato, e formato e informato i cittadini, non è nemmeno sfiorato dal dubbio che possa aver impiegato i mezzi per una finalità sbagliata ed è la vera causa dello sfascio sociale, politico, economico, finanziario e ambientale.
Il mondo dei parodieri è in una botte di ferro, è corazzato e continua a fare danni obbligando la gente ad istruirsi e a parlare invece di aiutarla ad agire, a produrre ricchezza onesta per sé, per la collettività e per le istituzioni democratiche che ne consumano a vagonate: Scuola e Sanità in primis.
Troppe teste pensanti e poche mani produttive. Insomma il problema dell’Occidente è quantomeno sistemico, si spaccia per civile, democratico, evoluto, progredito, produttivo e scientificamente impeccabile.
Ma la violenza Inizia già dai giovani nelle aule scolastiche ed è significativa della “in-voluzione” reale della cultura occidentale, che rende necessaria l’azione criminale, la guerra dei singoli e dei popoli per mettere riparo al diluvio universale dei danni prodotti dal “pensiero unico” privo di finalità sistemica, ricco solo di costi e catastrofi, che obbligano chi agisce a tentare di sfuggire al fallimento con metodi sempre più violenti o criminali, rischiando la borsa e la vita altrui.
Le democrazie moderne non hanno futuro, sono in corto circuito.
Essendo maggioranza, il potere culturale è anche insindacabile e intoccabile potere politico, burocratico e giudiziario.
I laureati vanno a Roma per confezionarsi da legislatori le “leggi ad Casta“, e a fine mandato tornano ad applicarle nel blindato mondo della cultura a proprio uso e consumo. Alla faccia di quel fesso di Pantalone chiamato a pagare il conto a piè di lista o levare il disturbo.
Le democrazie moderne non hanno futuro, perché sono militarizzate dal mondo dell’istruzione, che producendo laureati e masterizzati manda in giro le proprie teste d’uomo come fossero “soldati armati fino ai denti“, ad occupare tutte le istituzioni, tutti i poteri pubblici e privati: stampa, politica, burocrazia, giustizia, sindacato, mercato e Finanza. E questo basta a rendere finta e ridicola qualunque opposizione. Quella dei comunisti mangia fascisti e fascisti mangia comunisti che si sparano reciprocamente accuse di “sfascismo”, ma restano sempre là a fare razzia di prebende, tangenti e privilegi.
Il Pensiero Unico del mondo della cultura, è ormai immodificabile Vangelo nelle democrazie liberali di nome e tiranniche di fatto.
Franco Luceri

