Il processo di primo grado contro Moussa Sangare è arrivato alle sue fasi finali. Il 12 gennaio al tribunale di Bergamo si è tenuta l’ultima udienza del procedimento che vede il 31enne accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni. La donna è stata uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola (Bergamo) mentre camminava per le vie del paese. L’unico imputato ha chiesto di essere riportato in carcere prima della fine della requisitoria del suo difensore: “Io mi sono giudicato innocente“. Il 19 gennaio è prevista la sentenza.
L’ultima udienza
Sangare, infatti, dopo aver confessato piĂą volte di essere l’assassino di Verzeni, ha ritrattato. Sarebbe stato un altro uomo a uccidere la donna e lui avrebbe visto l’assassino mentre litigava con lei. Per questo ha preferito farsi accompagnare in carcere e non aspettare la fine della requisitoria della difesa: “Vorrei uscire perchĂ© non voglio sentire parole contro di me, sembra che mi stia dando delle colpe e chiede per me una pena minore, ma io non sono colpevole. Non so cosa sta dicendo l’avvocato, di tutto il fatto. Per me non ha senso stare qua“.
L’avvocato di Sangare, Giacomo Maj, ha basato larga parte della sua requisitoria sulla richiesta di una condanna meno severa per il proprio assistito. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio propone invece l’ergastolo. Per l’accusa l’omicidio sarebbe maturato “nella noia” e il 31enne avrebbe “provato piacere” nell’uccidere.
Il legale, tuttavia, sostiene che “non c’è premeditazione, perchĂ© l’imputato è uscito di casa con un coltello ma senza aver pianificato l’omicidio e senza conoscere la vittima”. Al contempo, secondo l’avvocato, “non sussistono futili motivi, dal momento che manca un movente razionale. E non si può parlare di minorata difesa”. Quindi ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Il padre di Sharon: “Per lui è un teatrino”
“Secondo lui è una specie di teatrino”, dichiara Bruno Verzeni, il padre di Sharon, una volta uscito dal tribunale di Bergamo. Sulla richiesta di ergastolo, Verzeni padre sorvola: “La cosa non è che ci interessi, perchĂ© il dolore resta. Tutto il disagio di questo anno è grande”. In merito alle parole dell’avvocato della difesa, aggiunge: “Le affermazioni del suo avvocato ci sono sembrate affermazioni poco convincenti, non esistono attenuanti”.
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