Nel secondo trimestre del 2025 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre è cresciuto dello 0,4% nei confronti del secondo trimestre del 2024. Lo comunica l’Istat precisando che la stima di oggi conferma i dati comunicati il 30 luglio in via preliminare. Il calo congiunturale del Pil del secondo trimestre segna un’inversione di tendenza negativa rispetto al +0,3% dei primi tre mesi dell’anno. Ad agosto rincara il carrello della spesa: +3,5% ad agosto.
Pil in flessione: ecco perché
La lieve flessione del Pil, secondo Istat, è dovuta a contributi nulli dei consumi delle famiglie e delle Isp e della spesa delle amministrazioni pubbliche, a contributi positivi degli investimenti per 0,2 punti percentuali e della variazione delle scorte per 0,4 punti, a fronte di un contributo negativo della domanda estera netta per 0,7 punti. Dal lato del valore aggiunto sono risultate in diminuzione sia l’agricoltura, silvicoltura e pesca dello 0,6%, sia l’industria dello 0,3%, a fronte di una stazionarietà fatta registrare dai servizi. In crescita dello 0,2% sono risultate sia le ore lavorate, sia le unità di lavoro, mentre hanno registrato una diminuzione le posizioni lavorative dello 0,1%. Si stimano in aumento i redditi di lavoro dipendente pro-capite per lo 0,9%.
I dati inport, export
Le esportazioni di beni e servizi nel secondo trimestre sono diminuite in termini congiunturali dell’1,7%, gli investimenti fissi lordi sono cresciuti dell’1%, mentre i consumi finali nazionali sono risultati stabili. Dai dati emerge che le importazioni sono aumentate dello 0,4%.
La crescita degli investimenti nel loro complesso è stata determinata dalla spesa per impianti, macchinari e armamenti, cresciuti del 2,1%, di cui in particolare +2,5% la componente di mezzi di trasporto; dalla spesa per le abitazioni e i fabbricati non residenziali e altre opere, cresciute rispettivamente dello 0,6% e 0,7%; per gli investimenti in prodotti di proprietà intellettuale, cresciuti dello 0,1%, mentre quelli in risorse biologiche coltivate sono rimasti stabili.
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