Condannato per violenza sessuale, indiano esce dal carcere e torna a perseguitare la vittima

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Era stato condannato nel novembre 2022 per violenza sessuale e atti persecutori a Roma, ma finito di scontare la pena a un anno e mezzo è tornato a perseguitare la sua vittima. Ora, dopo la nuova denuncia presentata dalla donna, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo, un 36enne di origine indiana, e il gup di Roma in apertura dell’udienza preliminare ha disposto la perizia psichiatrica.

L’uomo, ora detenuto a Regina Coeli, dopo essere stato allontanato dalla titolare del ristorante dove lavorava aveva iniziato a perseguitarla inviandole centinaia di messaggi e foto arrivando a scrivere sul muro dell’abitazione le iniziali della sua ex datrice di lavoro con il sangue. In un episodio l’uomo l’aveva seguita fino a casa, lì l’aveva afferrata per un braccio, spinta contro il muro tentando di abusare di lei con minacce come “ti ammazzo”. Per questi fatti era stato riconosciuto responsabile e il 3 novembre del 2022 era stato condannato a un anno e sei mesi.

Trasferito a fine pena in un Cpa, centro di prima accoglienza, per essere espulso l’uomo è tornato a contattare la vittima minacciandola che le avrebbe “tagliato le mani, la testa, tagliato tutto” e aggiungendo “questa storia non è finita”, facendola ripiombare così in uno stato di grave ansia e paura.

La donna, assistita dall’avvocato Diego Perugini, si è ripresentata dalle forze dell’ordine denunciando ancora una volta lo stalker. Dalle indagini è emerso che tra maggio e luglio scorso l’uomo aveva effettuato innumerevoli chiamate, anche di notte, arrivando a quasi 300 in due soli giorni, e proseguendo anche se la donna non rispondeva. Accertamenti che hanno portato la procura di Roma a chiedere il processo. Ora si dovrà attendere l’esito della perizia disposta dal gup per valutare la capacità di intendere e volere, di stare in giudizio e la pericolosità sociale.
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