Registro crediti di carbonio per il settore agro-forestale: dubbi di Menarin, Sinagra e Trabucco

agricoltura

In occasione della conversione in legge formale del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, sull’attuazione del Piano nazionale di ripartenza e resilienza, é stato presentato ed approvato, in Commissione parlamentare permanente Bilancio a Palazzo Madama, un emendamento (che ricalca uno analogo alla Camera dei Deputati del dicembre scorso) al disegno di legge n. 564 a firma dei senatori De Carlo ed altri. Si tratta, in particolare, della proposta di modifica (45.6) all’art. 45 nella quale viene prevista l’istituzione, presso il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) e per gli operatori del settore agro-forestale, il c.d. Registro dei crediti di carbonio.

Il credito di carbonio è un termine generico che identifica qualsiasi certificato negoziabile su appositi mercati o qualsiasi autorizzazione (da parte di Autorità pubbliche preposte) che consenta ad un soggetto privato o pubblico di emettere in atmosfera una tonnellata di anidride carbonica o la quantità equivalente di un diverso gas serra. L’emendamento concerne il mercato volontario, attivatosi dopo gli accordi di Parigi del 2015.

Ora, due osservazioni critiche nonostante la buona volontá dei proponenti: in primo luogo, passa il messaggio implicito che la concentrazione di anidride carbonica nell’atomosfera sia di natura umana. Il che, come dimostrano i dati, non é vero, raggiungendo questa solo il 5%. Del resto, l’innalzamento di CO2 é iniziato nel 1700 quando le attivitá antropiche erano modestissime. In secondo luogo, manca uno strumento di confronto reale al di lá delle previsioni e delle stime, ossia quanto i progetti o le azioni di mitigazione incidano fattivamente. Chi verifica, detto diversamente, l’impatto? Insomma, la solita propaganda “green” che, se da un lato, favorirá il nuovo business del mercato dei crediti, dall’altro non sará certamente in grado di perseguire i fini prefissati. Siamo alla “religione civile” della sostenibilitá ambientale in salsa ONU/UE in cui l’uomo pare essere l’unico elemento perturbatore in un ordine perfetto. Benvenuti alle soglie del nuovo “socialismo verde”….

Avv. Paolo Menarin (Avvocato del Foro di Vicenza)
Prof. Avv. Augusto Sinagra (Universitá degli Studi “La Sapienza” di Roma ed avvocato del Foro di Roma)
Prof. Daniele Trabucco (SSML/Istituto ad Ordinamento universitario “san Domenico” di Roma).