Emergenza Covid, medici e infermieri ‘assunti’ sono quasi tutti precari

ministero della salute Speranza riaperture misure e sacrifici

Sanità, Nursing Up De Palma: «Gli infermieri assunti durante il Covid
sono per la maggior parte precari. Lo rivelano i dati allarmanti della
Corte dei Conti. E’ questo il modo di prepararci a possibili nuove
emergenze?_»_

ROMA 28 GIU 2021 – «I dati della Corte dei Conti, finalmente mettono un
sigillo di coerenza ed appropriatezza ai nostri report sindacali ed alle
denunce pubbliche ed istanze che facciamo da mesi ormai. Parliamo di
dati che, purtroppo, sono allarmanti: su una base di 31.990 unità di
personale infermieristico assunto durante il Covid, quelli che, almeno
se stiamo alle promesse del Governo e delle Regioni, avrebbero dovuto
rappresentare il salto di qualità per fronteggiare la carenza
strutturale e i bisogni contingenti di ricoveri, alla fine solo 8.757
dei grandi numeri annunciati sono a tempo indeterminato, e su 21.414
medici solo 1.350 sono stabili. Stesso triste scenario per quanto
riguarda le altre professioni sanitarie, che vedono 7.044 assunzioni a
tempo indeterminato a fronte dei 29.776 reclutamenti per la pandemia.

Il Sud in particolare si attesta su numeri davvero desolanti con soli
690 contrattualizzati a tempo indeterminato a fronte di 8.085
reclutamenti.

E’ giunta ora di mettere in evidenza, grazie al periglioso ed ufficiale
lavoro della Corte dei Conti, un palese paradosso, un atteggiamento di
incomprensibile schizofrenia organizzativa che non ci condurrà molto
lontano. Qualcuno dovrà spiegarci, tra i tecnici del Governo e delle
Regioni, come è possibile, alla luce dei dati ufficiali OCSE, che
vedono l‘Italia tra i Paesi Ue, come quello con la più bassa media di
infermieri rispetto ai medici operanti ed ai cittadini residenti, che
qui invece di assumere le qualifiche maggiormente carenti si fa il
contrario?

Il rapporto OECD Health at a Glance 2019-2020 parla chiaro: rispetto a
una media in area OCSE di 8,8 infermieri ogni mille abitanti, “da noi ce
ne sono solo 5,8″. Mentre di medici ce ne sono ben 4 ogni mille
abitanti, ben sopra il dato di 3,5 che rappresenta la media indicata
dall’autorevole Organismo.

Il quadro che ne discende è chiaro, e rende ancora meno comprensibile
la programmazione fatta da Governo e Regioni: molti più medici rispetto
alla media europea, ma continuano ad assumerne, molti meno infermieri
rispetto alle altre nazioni continentali, ma di assunzioni capillari,
indispensabili, neanche l’ombra.

medici e infermieri ‘assunti’ sono quasi tutti precari

E allora è davvero in questo modo, che pensiamo di poter aggredire una
potenziale nuova emergenza?

In queste ore a preoccuparci è il possibile dilagare della variante
Delta: possiamo e dobbiamo contenerla, ma la campagna vaccinale da sola
non basta. Occorre un piano mirato, che includa da subito l’aumento di
test su casi sospetti per evitare il dilagare di possibili focolai.
Realizzare poi efficaci screening e battere forte sulla prevenzione,
quella che di fatto manca come il pane nella nostra sanità. Solo così,
Governo e Regioni, agendo in piena sintonia con i sindacati del
personale sanitario e con gli ordini professionali, possono fronteggiare
l’incombere di possibili nuove emergenze.

Proseguire in modo celere e sinergico, da una parte, verso la
conclusione della campagna vaccinale finalizzata all’immunità di massa
(siamo ancora al 44% della popolazione coperta con la garanzia della
seconda dose), ma soprattutto non abbassare la guardia, perchè la
pandemia, seppur lontana dai drammi dei mesi precedenti (che noi
infermieri abbiamo vissuto come nessuno in prima persona), non intende
ancora mollare la presa, e la variante Delta ne porta alta la
bandiera».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«La soluzione è semplice e a portata di mano: dare impulso e
consistenza “reale ed equilibrata” alle fragili risorse del nostro SSN.

Ma soprattutto bisogna valorizzare una volta per tutte le straordinarie
risorse professionali a nostra disposizione: una nuova battaglia, che
speriamo di non dover combattere mai, non si può fronteggiare,
nuovamente come già accaduto, all’insegna del precariato e facendo
forza sul coraggio di soldati già allo stremo delle forze, oltre tutto
in numero esiguo, e mandati allo sbaraglio a fronteggiare il nemico con
armi di cartone».

Il Referente del Nursing Up per la stampa
Alfredo Iannaccone

Condividi