Lombardia, Nursing Up: mancano 1200 infermieri, una voragine

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Sanità, Nursing Up De Palma: «Nella sola Lombardia mancano 1200
infermieri nel sempre più disastrato mondo delle Rsa. Una voragine
profonda. Continua la fuga degli infermieri dalla sanità privata a
quella pubblica!»

ROMA 30 GIU 2021 – «L’emergenza legata alla carenza di infermieri nella
sanità privata ha toccato, in queste ultime settimane, livelli di
gravità senza precedenti nel nostro Paese. Attraverso i nostri
referenti di Lombardia e Veneto, raccogliamo indirettamente il grido di
allarme di numerose realtà legate al mondo no profit e
all’associazionismo che si occupano di strutture con soggetti fragili e
malati cronici, che denunciano come quella che fino a ieri era una
situazione quasi insostenibile, oggi è diventata una voragine profonda
che rischia di essere insanabile.

In Italia siamo giunti all’acme di un problema che affonda le sue radici
nel pressappochismo e nella superficialità delle relative gestioni.
Laddove ben prima dell’emergenza Covid era necessario rinfoltire gli
organici, le amministrazioni interessate hanno decisamente fatto
“orecchie da mercante”. Con l’emergenza sanitaria e l’acuirsi dei turni
massacranti degli infermieri nelle Rsa, che hanno fatto il paio con
paghe come sempre poco edificanti, è proseguita quindi inesorabile
l’emorragia di personale che dalle realtà private continua a chiedere
oggi di fare rientro negli ospedali pubblici, nonostante non si tratti
certo di isole felici, e sappiamo bene quali quali siano le carenze
strutturali in cui lavorano gli infermieri pubblici, ormai da tempo
immemore».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

Mancano 1200 infermieri

«I nostri referenti ci riferiscono di un buco profondo, mancano 1200
infermieri nelle sole Rsa della Lombardia.

Invochiamo da tempo, come sindacato nazionale degli infermieri,
l’eliminazione del vincolo di esclusività per i colleghi dipendenti e
la possibilità di allargare tutte le attività degli stessi anche alle
aziende private. Parliamo di una libera professione che rimane un
obiettivo fondamentale da perseguire per il bene della sanità italiana,
per il futuro di una popolazione sanitaria sempre più avanti con l’età
e a rischio di patologie croniche.

E’ necessaria una solida collaborazione tra sanità pubblica e privata,
facendo perno sulla sempre più forte e indispensabile specializzazione
del personale.

Che fine ha fatto il piano di assunzioni capillari, da noi più volte
richiesto, che avrebbe dovuto sostenere il macigno dei ricoveri e dei
contagi durante la pandemia? Abbiamo o non abbiamo toccato 80mila unità
mancanti di professionisti nella realtà infermieristica italiana?
Qualcuno lo ha dimenticato o fa finta che questi dati non esistano?

Ma per quale ragione un collega allora dovrebbe scegliere di lasciare le
strutture private per tornare negli ospedali che, come appare chiaro non
vivono certo situazioni idilliache? Perché si è accorto, spostandosi a
lavorare nel privato, di essere finito dalla padella alla brace, questo
è evidente!

Triste ma ahimè veritiero! Lo dicono i fatti: strutture per anziani e
disabili con addirittura un solo infermiere ogni 60 pazienti! E’ qui che
gli infermieri dipendenti sui quali già possiamo contare, liberati dai
lacci e laccioli del vincolo di esclusività, incamminati lungo la
strada della libera professione, potrebbero offrire il loro supporto e
la loro esperienza, sostenuti da una coeva ed indispensabile
valorizzazione della categoria, a partire dal percorso di studi.

Perché abbiamo bisogno dei ricambi generazionali, perché occorrono le
nuove leve, perché la sanità al di fuori della realtà ospedaliera,
quella che include ad esempio le strutture per anziani e i centri per
disabili, ha bisogno sempre di più di personale qualificato, formato
anche in modo specifico a seconda delle necessità dei malati e delle
loro patologie, e forte di un aggiornamento costante e continuativo
anche dopo la laurea».

Il Referente del Nursing Up per la stampa
Alfredo Iannaccone

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One thought on “Lombardia, Nursing Up: mancano 1200 infermieri, una voragine

  1. sarà sempre più difficile il reclutamento di nuove figure dato anche l’obbligo vaccinale imposto per chi intende accedere e iniziare l’attività presso una struttura Rsa.

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