“Draghi ha detto no all’invio di 13 milioni di vaccini all’Africa”

vaccini all'africa

Vaccini all’Africa, l’accusa di Le Monde a Mario Draghi. In Italia, la sua prima uscita da premier a Bruxelles è stata salutata come un successo. E i retroscena dei principali media del Belpaese hanno descritto l’intervento di Mario Draghi al summit Ue della scorsa settimana come una sferzata all’Europa in ritardo sui vaccini contro il Covid-19.

Che l’ex governatore della Bce abbia alzato i toni dinanzi ai parigrado europei è confermato anche dalla stampa estera, compreso il francese Le Monde. Il quale ha però sottolineato un altro aspetto dell’intervento di Draghi al vertice Ue: il suo secco no alla proposta di destinare 13milioni di vaccini acquistati da Bruxelles ai Paesi africani, a corto di dosi visti i costi di questi farmaci.

La proposta, stando a quanto riferisce il quotidiano transalpino, sarebbe stata avanzata dalla stessa Commissione Ue con il sostegno del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma, scrive Le Monde, “l’ex presidente della Banca centrale europea non ne vuole sentire parlare”. Anche altri Paesi, “come Belgio, Svezia, Paesi Bassi o Spagna si sono detti piuttosto favorevoli” alla proposta di inviare vaccini all’Africa, anche se preferirebbero procedere alle donazioni una volta ottenute “dosi sufficienti per vaccinare la loro popolazione”. L’Italia, per voce di Draghi, sembra non avere neppure accennato alla possibilità di posticipare: solo un “no” senza se e senza ma.

Vaccini all’Africa – Draghi ha proposto di “fermare” Covax

La circostanza è stata riportata anche da Lorenzo Robustelli, direttore di Eunews, secondo cui Draghi ha proposto di “fermare” Covax, ossia l’iniziativa di solidarietà sotto l’egida dell’Onu volta proprio a fornire vaccini ai Paesi più poveri: “Nessuno a Bruxelles ha commentato e anche in Italia è stata fatta passare sotto silenzio, ma proporre una cosa del genere vuol dire non avere il senso politico di capire i valori politici che esistono nell’Unione europea, oltre che il buon proposito generale di aiutare i più deboli”, commenta Robustelli.

Sempre Le Monde, come del resto diverse altre fonti, anche in Italia, riferiscono che Draghi abbia invece appoggiato la proposta della Commissione di una stretta sulle esportazioni al di fuori dell’Ue dei vaccini prodotti negli stabilimenti europei. Da un lato, i Paesi Ue che ospitano gli stabilimenti produttivi (Germania, Belgio, Olanda e Spagna), ma anche quelli interessati dai contraccolpi di una tale stretta, come l’Irlanda, si sono opposti. Macron, riporta Le Monde, ha sottolineato che anche “l’Europa ha importato i vaccini Moderna dagli Stati Uniti. Dobbiamo stare attenti ed evitare la frammentazione di una produzione globale”.

https://europa.today.it

Condividi