Covid, Oms contro i “Paesi ricchi”: no nazionalismo vaccinale

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità si scaglia, ancora una volta, contro i Paesi ricchi e il cosiddetto “nazionalismo vaccinale” per l’accaparramento di grandi quantitativi di vaccini anti-Covid19 per immunizzare, entro il 2021, l’80% della propria popolazione, a svantaggio però dei Paesi più poveri, molti dei quali, ad oggi, non hanno ancora avuto accesso ad alcuna dose di siero immunizzante. Una situazione che rischia anche di vanificare, sul piano sanitario, gli sforzi per raggiungere una efficace “immunità di gregge” a livello mondiale.

“Alcuni Paesi ad alto reddito – ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus – stanno prendendo contatto con i produttori per assicurarsi più vaccini, il che sta influenzando gli accordi del Covax e anche gli stanziamenti per il piano sono stati ridotti a causa di ciò”.

Il piano Covax dell’Oms ha l’obiettivo di garantire che tutte le persone nel mondo vengano vaccinate contro il coronavirus Sars-Cov2, soprattutto i cittadini dei Paesi più poveri. Tuttavia sta trovando numerose difficoltà ad acquistare abbastanza dosi per vaccinare anche solo il 20% della popolazione dei Paesi a basso reddito. “Possiamo far recapitare vaccini ai Paesi membri del Covax solo se quelli più ricchi collaborano – ha concluso Ghebreyesus – rispettando gli accordi stabiliti dal Covax”. ASKANEWS

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interesse dei paesi ricchi fare in modo che tutti siano vaccinati

20 FEB – Il Regno Unito dovrebbe donare adesso i vaccini ai paesi in via di sviluppo che li necessitano e non aspettare che abbia dosi in surplus. Lo ha detto alla Bbc la nuova capo del Wto, Ngozi Okonjo-Iweala, sottolineando che è “nell’interesse” dei paesi ricchi fare in modo che tutti i paesi abbiano accesso ai vaccini.

La reazione di Ngozi Okonjo-Iweala riguarda quanto affermato ieri dal primo ministro britannico Boris Johnson durante il G7 tenutosi ieri in forma virtuale e presieduto da Londra, il quale ha promesso una donazione ai paesi poveri delle dosi di vaccino che risulteranno in surplus nell’ambito della campagna britannica di vaccinazione.

Un impegno “benvenuto” ha risposto Okonjo-Iweala al ‘Today Programme’ di Bbc Radio 4, ma ha anche precisato: “non credo si debbano attendere i tempi di un surplus. Credo che le eventuali donazioni debbano essere fatte adesso. La ragione è semplice: è nell’interesse dei paesi ricchi come dei paesi poveri che tutti abbiano equo accesso” ai vaccini. (ANSA)

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