Pacco, doppio pacco e contropaccotto: lezione per (alcuni) sovranisti

di Andrea Cionci – E’ inutile, in una certa parte del centrodestra non ce la si fa: un continuo farsi fregare da politici ben più furbi e più abili che non seguono criteri prevedibili con i paradigmi tradizionalmente “propri”.

Immaginiamo un esercito napoleonico che marcia inquadrato, con alti colbacchi, aggredito da bande di mujahidin armati di bazooka che sparano dai tetti travestiti da crocerossine. L’immagine è audace, ma plastica.
Come si fa ad accettare di partecipare a un governo al buio, senza sapere né il programma, né la lista dei ministri? Errori blu, soprattutto commessi con coloro che non sono esattamente spuntati fuori nella nottata, come funghi porcini o deputati grillini, ma personaggi di alte capacità che vantano esperienza pluridecennale ed espliciti legami con poteri sovranazionali.

Adesso la Lega potrà bearsi di ministeri per il Turismo e lo Sviluppo economico, due settori  la cui ripartenza – dettaglio – dipende in gran parte dal Ministero della Salute, rimasto in ostaggio del Pd.
Ottimo lavoro. La Lega doveva pretendere – minimo – Salute e Interno, non solo perché sono queste le effettive emergenze, ma anche per non sconcertare il proprio elettorato. Cosa ci si fa con un turismo che non c’è e non ci sarà finché l’emergenza Covid continuerà ad essere gestita in questo modo?

Il governo di salvezza nazionale, come anticipavamo qui

non è altro che un’ammucchiata gattopardesca, dove “tutto è cambiato per far sì che nulla cambi”. E infatti, la Trimurti sacra Di Maio-Lamorgese-Speranza è sempre lì, avvolta in un nimbo dorato, al di fuori del tempo e dello spazio.

L’agenda di Ursula proseguirà anche meglio, continuando a tenere la nazione bloccata nelle sue attività produttive, ma rimpinzata di migranti come un’oca da foie gras, e legata saldamente all’America dell’equivoco Biden e alla Via di una Seta che ricorda tanto quella delle calze usate dallo strangolatore di Boston.

Non era bastato a Salvini infilarsi nel Vietnam di un governo coi Cinque stelle, che lo hanno subito tradito e lasciato in pasto ai giudici; non gli è bastato fidarsi delle promesse di Zingaretti – a quanto si dice – per far cadere il primo governo Conte nell’illusoria prospettiva di andare alle elezioni: ci voleva anche quest’altra. Come mettersi il cappio al collo e perdere  una buona fetta di elettorato per un piatto di lenticchie.

Eppure, di cartine al tornasole per individuare la trappola ce ne erano fin troppe: l’appoggio ultra-dichiarato di Bergoglio, che già sei mesi fa aveva promosso Draghi a membro della Pontificia Accademia di Scienze sociali (allarme rosso), i flabelli della von der Leyen, dei media conformisti e, soprattutto, l’ombra di mistero su un TEMA CHIAVE come quello dell’immigrazione.

Bastava una breve ricerca sul web per scoprire quanto affermava Draghi nel 2016:

“Integrare i migranti può aiutare il calo demografico”, una frase che sembra provenire dalle labbra sottili del conte austro-giapponese Richard von Kalergi, il pianificatore – un filino massonico – della demolizione demoetnoantropologica dell’Europa, il padre nobile del Nuovo Ordine Mondiale.

Sul tema dell’immigrazione si vede subito chi è pro o contro l’Italia, non c’è storia, anche perché è l’argomento meno politicamente corretto e che richiede maggior forza morale. Si tratta di opporsi al più accettato, invasivo e dinamico sistema di sostituzione etnica del nostro popolo ed è uno dei grimaldelli più efficienti dei servitori del NOM. Se non si capisce l’ovvietà secondo cui per aiutare il calo demografico si deve INVESTIRE SULLA FAMIGLIA ITALIANA, basta: si è già in fuori gioco, si lavora già per altri padroni.

E’ un tema assolutamente divisivo che marca quella doppia direzionalità, centrifuga o centripeta, verso gli interessi dell’Italia di cui già scrivevamo. E non è neanche una garanzia totale, basti pensare alle posizioni iniziali di Grillo sul tema  e constatare a quale livello di voltafaccia il comico – riconfermato –  sia giunto.

Il punto è che a destra si seguono  ingenuamente modelli di pensiero logico-razionali: “Se quelli hanno detto così, faranno così”; “Tizio mi ha promesso questo”; “in campagna elettorale hanno dichiarato di voler agire in tal modo”…

Ma allora non avete capito niente: bisogna essere dei “professionisti” per competere con loro. Diceva bene San Tommaso d’Aquino: “Peccat quicumque audit missam haereticorum”: sbaglia chi va anche solo alla messa degli eretici, perché si verrà inevitabilmente contaminati, manipolati, turlupinati.

Non si firmano patti col diavolo perché, fra la pentola e il coperchio, sicuramente ci si rimette le penne. Non ci si gioca a scacchi, perché si perde: il futuro della sapienza politica sarà non accettare la partita, sarà l’ARTE DEL NON-COMPROMESSO.

Bisogna ammettere ancora, che la Meloni, con intuito femminile ed esperienza politica di lungo corso, ha sentito subito l’odore di bruciaticcio e che non ce l’avrebbe fatta con i “dottor Sottile” amici di Ursula, gli stessi che vedono come la peste le elezioni, ovvero la base del sistema democratico. Altro che “micro-tattica, come sostiene Cacciari: qui siamo alla “strategia escatologica”.

La coerenza è infatti una strada dura da perseguire, ma, attenti, è anche molto RIPOSANTE. Basta evitare di agire in modo non consono ai propri valori, alla propria storia e  si sa sempre qual è la soluzione giusta per ottenere almeno, rispetto. Questo richiede pazienza e sacrificio, potrebbe premiare al momento giusto, ma è  un atteggiamento che, alla lunga, tende a IMPIGRIRE e a rendere vulnerabili alle truffe. E la Meloni lo sa, per cui ha detto: “O elezioni, o ciccia”.

Se Forza Italia consapevolmente – e da tempo – si scambia sguardi complici e amorosi con gli euro-liberal-progressisti, la Lega pecca indubbiamente di ingenuità. Sarà quell’anima nordica che, portata su terreni estranei ed assolati, si fa fare il “pacco, doppio pacco e contropaccotto”, come raccontava lo spassoso film di Nanni Loy.

Quindi, l’unico modo di trattare, per i sovranisti, con forze che non siano apertamente e da lungo tempo orgogliosamente sovraniste,  è semplicemente quello di NON TRATTARE. Per intenderci: lo stesso atteggiamento di quando si riceve un’email che vi annuncia di aver vinto un Iphone 17, oppure una richiesta di amicizia da una bionda procace e svestita, oppure quando si risponde alla classica telefonata: “Buongiorno Signore, sono Carla, vorrei parlarle della sua bolletta gas e luce”.

Si  cestina, si blocca, si chiude il telefono senza rispondere o, al massimo, si saluta con una frase dialogica del tipo: ”Non dovete disturbarmi mai più, altrimenti vi denuncio”.

Non avete ancora capito con chi avete a che fare.

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2 thoughts on “Pacco, doppio pacco e contropaccotto: lezione per (alcuni) sovranisti

  1. Per quanto riguarda la Meloni temo che la sua astensione funga semplicemente da rifugio predisposto per quelli che si sentono traditi da Salvini. Ovviamente, se dovessi mettere una croce su una scheda con gli attuali partiti, voterei comunque per lei (andando per esclusione!) ma non mi aspetto molto.

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