Covid alla Camera, Fiano ha paura: “voto a distanza, serve innovazione”

L’esponente del Pd Emanuele Fiano in una nota ricorda che da marzo il suo partito chiede il voto a distanza: “Quando torneremo alla Camera lunedì, ci saranno decine di colleghi in isolamento per aver avuto contatti ravvicinati” con i parlamentari risultati positivi oggi, “ma tutto il centrodestra e Italia Viva rimangono fermamente contrari al voto a distanza, che ci permetterebbe, come si fa in Europa, di svolgere la nostra regolare attività costituzionalmente insostituibile anche in presenza di un peggioramento della diffusione del virus in Parlamento”, rimarca il deputato dem, che avverte:

“Se rimarrà il conservatorismo politico di chi si oppone alle innovazioni in tempo di emergenza tra un po’ in Parlamento voteremo intorno ad un tavolo tra pochi intimi”. Ancora più drastico il collega Enrico Borghi, su Twitter: “Ormai Montecitorio è una roulette russa…”.

Ieri la Giunta per il Regolamento si è riunita per affrontare anche il tema dei lavori alla luce dell’emergenza Covid. Il presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato che la Giunta la prossima settimana tornerà a riunirsi “per accelerare sulla digitalizzazione degli atti parlamentari e discutere di come la Camera deve lavorare in emergenza, a partire dal tema del voto a distanza per i deputati impossibilitati a raggiungere Montecitorio a causa di provvedimenti delle autorità sanitarie”. ADNKRONOS

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