Bergoglio: “don Roberto Malgesini ucciso da un bisognoso”

“Voglio ricordare in questo momento don Roberto Malgesini, sacerdote della diocesi di Como che ieri mattina è stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava, persona malata. Mi unisco al dolore e alla preghiera della sua famiglia e della comunità comasca e come ha detto il vescovo di quella diocesi, rendo lode a Dio per la testimonianza di martirio di un testimone della carità per i più poveri. Preghiamo in silenzio per tutti i preti, le suore, i religiosi, i laici che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società”.

Il ricordo di don Roberto Malgesini è venuto oggi da Papa Francesco che ha voluto ricordare il suo estremo sacrificio al termine dell’udienza generale del mercoledì nel saluto ai pellegrini di lingua italiana.

(https://www.ilgiorno.it)  – – Ridha Mahmoudi, il tunisino di 53 anni arrestato per l’omicidio di don Roberto Malgesini, non si è mostrato minimamente pentito di ciò che ha fatto ieri mattina. Un’aggressione e una morte da lui decisa perché “era giusto cosìâ€, secondo quanto dichiarato alla polizia della Squadra Mobile e davanti al suo avvocato, Davide Giudici, dicendo che il sacerdote era “morto come un caneâ€.

Affermazioni che l’uomo ha reso in uno stato confusionale, che ora dovrà essere meglio compreso per capire se dettato da ciò che aveva commesso, o se da un qualunque genere di disturbo. Dalle verifiche svolte ieri, non sono emersi problemi psichici certificati, ma solo un oggettivo timore di essere perseguitato e cacciato. Dal 2015 aveva accumulato sei denunce per violazione della legge sull’immigrazione, ma prima di questi anni difficili, Mahmoudi aveva avuto una vita regolare in Italia. […]