Elemosiniere di Bergoglio infrange la legge e riattiva corrente nel palazzo occupato

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di Armando Manocchia – – «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Secondo il Vangelo di Luca, fu questa la risposta che dette Gesù agli emissari dei sacerdoti, i quali gli chiedevano se fosse lecito pagare il tributo a Cesare. La loro segreta speranza era che Gesù rispondesse negativamente per denunciarlo ai Romani. Cristo, però, non si fece ingannare ed anzi, colse l’occasione per insegnare che bisogna rispettare le leggi degli uomini, come i doveri verso Dio.

Ultimamente il Vangelo è stato spesso calpestato da quella parte della chiesa cattolica che si è prostrata al mondialismo, dimenticando sia le leggi umane che quelle divine. In questo senso, a partire dalla balla di Gesù migrante fino alla fratellanza con l’islam, tutto è stato oggetto di mistificazione e strumentalizzazione, fino ad arrivare ad oggi.



A Roma, uno stabile di Via di Santa Croce è stato occupato abusivamente il 12 ottobre 2013 dal movimento “Action” e attualmente ci vivono circa 400 furbastri che, malgrado le attività commerciali che si svolgono nella stabile, dove c’è anche un’osteria, non hanno mai pagato le bollette arrivando ad accumulare un debito di 300mila euro. La società elettrica ha quindi staccato  la corrente per morosità.

Ed ecco la bella idea di Bergoglio che, calpestando gli insegnamenti di Cristo, ha inviato sul luogo il suo elemosiniere il quale, infrangendo anche le leggi degli uomini, ha monomesso il contatore per riattivare la corrente nello stabile occupato adducendo come scusa lo ”stato di difficoltà” degli abusivi.

A staccare i sigilli è stato infatti il cardinale Konrad Krajewski in persona assumendosi la piena responsabilità del reato con la Prefettura e con la società fornitrice, nella certezza che mai nessuno intraprenderà azioni legali contro di lui.

Non è dato sapere se Bergoglio ed il suo fidato prelato si prenderanno anche il disturbo di saldare i 300mila euro di arretrati o di danneggiare altre persone, dal momento che gli insoluti vengono spalmati sulle bollette dei poveri fessi che, invece, anche a costo di grandi sacrifici, pagano le utenze regolarmente.

Armando Manocchia

 



   

 

 



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