Migranti, decreto sicurezza: arriva la Digos all’anagrafe di Palermo

Agenti della Digos si sono presentati questa mattina all’ufficio anagrafe del Comune di Palermo, dopo quanto affermato dal sindaco Leoluca Orlando Cascio sulla sospensione delle procedure previste dal decreto sicurezza e le direttive impartite al capo area Maurizio Pedicone. “Hanno chiesto – dicono gli impiegati – cosa accade quando vogliamo regolarizzare la posizione di un richiedente asilo e quali sono le procedure che stiamo seguendo”.

“Molti sindaci che contestano il Decreto Sicurezza – ha detto oggi il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – non lo hanno letto perché vengono garantiti il diritto alla salute, il diritto allo studio a tutti, i bambini non si toccano e non possono essere espulsi. Semplicemente non si regalano altri diritti ai furbetti come veniva fatto fino a ieri. Ma poi – ha aggiunto – sono dieci sindaci. In Italia ci sono ottomila sindaci, quindi andiamo a parlare degli altri 7.990.

C’è qualche sindaco incapace – ha aggiunto il ministro – che siccome non sa gestire Palermo, Napoli, Firenze e altre città, si inventa polemiche che non esistono. Immigrati regolari e perbene, i profughi veri, avranno più tutele con questo decreto; i furbetti e i finti profughi, spacciatori e stupratori, tornano a casa loro. Io vado avanti, sono convinto di fare gli interessi degli italiani, degli immigrati regolari perbene e dei profughi veri”.  ANSA

La Questura di Palermo smentisce  la notizia diffusa oggi “da organi di stampa locale”, secondo la quale personale della Digos di Palermo si sarebbe recato presso l‘Ufficio Anagrafe del Comune, per “assumere informazioni sulle procedure, inerenti i richiedenti asilo politico, adottate da quell’ufficio”. “Tale notizia – si legge nella nota – è destituita di ogni fondamento“. “Nessun dipendente della locale Digos – si sottolinea – ha fatto accesso nei predetti uffici comunali, in data odierna”.

 

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