RAI, tutta la sinistra contro Marcello Foa: da LeU al Pd, a Forza Italia

Fino a mercoledì ci toccherà stare a guardare la Rai. No, non la tv, che per ora c’è di meglio. Ma le manovre dei ribelli che non sopportano di essere stati messi alla porta dal popolo italiano. E a meravigliare, per ora, è soprattutto l’atteggiamento di Forza Italia nei confronti di Marcello Foa, designato per la presidenza.

Gli azzurri sembrano ondeggiare verso una specie di fronte ciellenista invocato da Pd e Leu. Dice la sinistra: “Faremo di tutto per impedire la nomina di Foa”. Chi volete menare, di grazia? Eppure Forza Italia ha argomenti per contare. Ha il presidente della vigilanza Rai, che la prassi parlamentare affida all’opposizione. L’opposizione vuole decidere anche chi governa la Rai?

In vigilanza Foa deve raccogliere i consensi di 27 commissari su 40, leghisti e Cinque stelle arrivano a 21. Perché Fi – che ne ha sei – dovrebbe dire no? Perché è indicato dalla Lega? L’ex deputata Bianchi Clerici no, Foa no. C’è forse un pregiudizio?

Oppure sostenere come fa la Gelmini che “al momento è no” significa che potrebbe essere sì se si intravedessero convenienze? Quali reati – a meno che non siano considerati benemerenze – ha commesso Marcello Foa? L’opinione non è più garantita da quella Costituzione che invocano a ogni piè sospinto? In Italia dovrebbe fare più scandalo che una regione sia presieduta da un signore che sta agli arresti domiciliari, come la Basilicata. Ma siccome Foa ha messo in discussione posizioni espresse dal capo dello Stato è peggio di Pittella su cui Mattarella non si pronuncia? Dove sta il vilipendio?

Dettaglio curioso della telenovela. Tutti sono concentrati su Foa, che pure rispetto all’amministratore delegato, Fabrizio Salini, ha poteri marginali. L’ad, secondo la riforma Renzi, è una specie di dittatore aziendale, nomina, promuove, sposta, assume giornalisti, firma contratti fino a dieci milioni di euro, ha grandi poteri e autonomia. Di lui nessuno parla. Ovvio, l’osso della vigilanza arriva al massimo alla presidenza della Rai. Non c’entrano nulla le persone, ma solo come far male alla scelta dell’esecutivo. Lo dico anche io: disgusto.

Una legge abbastanza idiota prevede il voto parlamentare sul candidato alla presidenza della Rai e nemmeno una parolina su chi comanda per davvero. E dovremmo pure credere alla buona fede dei protestatari in servizio permanente effettivo, dei sabotatori perenni del servizio pubblico radiotelevisivo, dei gladiatori dei fatti propri. La norma vigente se l’è costruita addosso Renzi per fare come gli pare e ora vogliono approfittarne pure dopo aver perso. Ma nascondetevi…

Infine. Poniamo il caso che abbia un senso la dichiarazione di ieri della Gelmini. “Lavoreremo per trovare un’alternativa a Foa”. Dove? Chi? Nel Cda ci sono – su sette consiglieri – almeno 4 espressione di Lega e Cinque stelle. Ne rimangono tre: una del Pd. Sarà lei? Oppure convincete Lega e Cinque stelle a votare il consigliere in quota Fdi come presidente? E perché non il rappresentante dei lavoratori?

State sulla Luna, tornate sulla terra.

Francesco Storace

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