Arriva il patentino obbligatorio, “furto ai danni di chi ha un orto per hobby”

Ennesimo “scippo” di Stato, anzi di Unione europea. In arrivo la norma che prevede l’obbligo di acquisire un patentino per comprare e utilizzare prodotti fitosanitari sia per aziende sia per privati, che entrerà in vigore dal 26 novembre. Tanto coloro che coltivano un orto per passione, quanto chi fa della coltivazione agricola un lavoro è rimasto profondamente scosso da questa nuova norma.

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Durissimi commenti «Si tratta di un furto bello e buono ai danni dei privati cittadini legalizzato dalle istituzioni competenti in materia. Questo è un modo con cui vengono fatti soldi per interessi di non si sa nemmeno chi. E lo dimostra il fatto – conclude Lorenzi – che la norma non è un’idea di un qualche parlamentare italiano, ma una conseguenza di una direttiva arrivata niente meno che dall’Unione Europea in persona».

Per i singoli il costo è assolutamente esagerato.

«Chiaro è che questa misura viene emanata secondo una logica che va a sfavorire i medio-piccoli commercianti agricoli» osserva Emanuele Vannacci, dell’omonimo negozio di prodotti per l’agricoltura. Vannacci osserva inoltre che «una regolamentazione alla norma ci sarà senza’altro. Ma in che modo e con quali conseguenze? – si chiede –. Dalle indicazioni ufficiose che ci sono oggi si rischia di avere questo scenario: una suddivisione dei prodotti tra non professionali (quelli in confezioni piccole, ad esempio da mezzo chilo) e quelli professionali (pacchi da un chilo in su). I primi dovrebbero essere vendibili anche senza patentino, per la serie fatta la legge trovato l’inganno, i secondi no. Ma chiaramente il costo dei prodotti non professionali salirebbe alle stelle, così che dodici pacchi non professionali costerebbero come sei professionali. A quel punto la cosa più conveniente per tutti e fare il patentino, con tutti i costi che ne conseguono per i piccoli e piccolissimi agricoltori. Chiaramente – osserva Vannacci – stiamo parlando in via ipotetica.

Non sapremo con precisione cosa effettivamente accadrà fino al ventisei novembre di quest’anno, giorno in cui entrerà in vigore questa norma. Ovvio – conclude – che se tutti i clienti, dal primo all’ultimo, devono essere pagati con fattura all’interno del negozio si formerebbero code molto lunghe e i tempi di attesa per i vari clienti aumenterebbero a dismisura».

Lorenzo Vannucci  –  lanazione.it