La Grecia potrebbe dire addio alla Nato. E’ questo il piano segreto di Tsipras nacosto al quarantesimo punto del programma.
“Chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato”, così recita il programma di Syriza. Un piano che è una bomba pronta ad esplodere nel i giochi della geopolitica internazionale. La scelta dire addio alla Nato potrebbe avere non poche ripercussioni sul panorama internazionale. Una rottura totale con la tradizione filo-atalantica di Atene, scrive il giornale
Tra le basi della Nato in Europa, quella della Baia di Suda, sulla costa ovest dell’isola di Creta (Grecia), è tra le più importanti sul piano strategico e militare. la base è al centro dela Mediterraneo e ospita sia forze navali greche che forze atlantiche. Uno snodo fondamentale per le operazioni della Nato soprattutto nel nord-Africa, ma anche vecchio baluardo contro l’ex Unione Sovietica. A nord della Baia di Suda c’è un’altra struttura militare: il poligono missilistico Namfi (Nato missile firing installation), usato dai Paesi Nato per testare i sistemi missilistici di difesa, come i Patriot e gli Hawk. Tutto questo ha fatto finora della Grecia un partner fondamentale della Nato nel Mediterraneo.
Ma se Tsipras decidesse di forzare la mano, allora è molto probabile che ci ritroveremmo una piccola Cuba proprio davanti le porte di casa. Ma il programma di Tsipras non si ferma solo all’uscita dalla Nato: prevede alcune mosse ancora più azzardate. Al punto 37 è previsto il ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: nessun soldato fuori dalle frontiere della Grecia”.
Punto 38: “Abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele. Appoggiare la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967”. Punto 39: “Negoziare un accordo stabile con la Turchia”. Insomma tutte mosse chiare e nette per smarcare la Grecia dall’Occidente. E le prime uscite del ministro della Difesa, Panos Kammeos, sono state a Mosca.
Un nuovo asse sta per nascere tra Russia e Grecia. Come ricorda Italia Oggi, Gazprom ha una base ad Atene, mentre altre aziende russe sono già pronte ad incrementare gli investimenti nelle attività portuali greche. A completare il quadro dei nuovi equilibri di Atene c’è il finanziamento da parte di Putin del grande monastero russo sul monte Athos. Le alleanze passano anche da lì.