Marocchino travolse e uccise otto ciclisti, condannato a 8 anni

Lamezia Terme, 28 ott. (Adnkronos) – E’ stato condannato a otto anni di reclusione dal gup di Lamezia Terme Chafik El Ketani, il marocchino che il 5 dicembre del 2010 travolse e uccise con la sua auto otto ciclisti mentre guidava sotto l’effetto di droga.

Il pm aveva chiesto la condanna a 10 anni per omicidio colposo plurimo pluriaggravato. Nell’incidente morirono Rosario Perri, di 55 anni, Francesco Stranges di 51, Vinicio Puppin di 47, Giovanni Cannizzaro di 58, Pasquale De Luca di 35, Fortunato Bernardi di 58 e Domenico Palazzo di 46. Alcune settimane dopo, all’ospedale di Cosenza, morì l’ottava vittima, Domenico Strangis, di 48 anni. A El Ketani, che oggi non era in aula, sono state riconosciute le attenuanti generiche.

PARENTI VITTIME: PENA LIEVE, 1 ANNO OGNI MORTO – Una pena troppo lieve: è unanime il giudizio dei familiari degli otto ciclisti travolti ed uccisi il 5 dicembre scorso a Lamezia Terme sulla pena inflitta a Chafik El Ketani, di 21 anni, il marocchino che era alla guida dell’auto. “La pena ci sorprende – ha detto Gennaro Perri, che quel giorno si salvò per miracolo e nello scontro ha perso il fratello, Rosario – anche perché lui, intanto, sta comodamente a casa sua e va anche su facebook mentre ha travolto la vita di tante famiglie. Per quello che ha fatto è una pena lieve, un anno per ognuna delle vittime”.

I familiari di un’altra vittima, Vinicio Puppin, si limitano a dirsi “delusi” preferendo evitare di fare altri commenti. Fabio Davoli, avvocato, anche lui nel gruppo dei ciclisti travolti ed uscito illeso, ha attribuito la responsabilità di una sentenza “che non condivido ma che rispetto, al legislatore che ha lasciato una lacuna per questo grave tipo di reato. Il giudice ha deciso sicuramente in base alla sua coscienza. Per quanto mi riguarda ritengo che vi fossero gli elementi per il massimo della pena”.

Insoddisfatti anche i legali di parte civile. “Dobbiamo leggere le motivazioni – ha detto l’avv. Francesco Pagliuso – per capire perché ci siano state le attenuanti generiche”. Un punto, quest’ultimo, ripreso dall’avv. Francesco Caglioti: “ciò che stride è l’equivalenza delle attenuanti generiche rispetto ad aggravanti specifiche. Anche gli amici dell’imputato hanno riferito che era solito mettersi alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”.

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