Svegliarsi in Siria o in Australia: campagna ipocrita di Amnesty per chiedere soldi

 

 

Due ragazze si svegliano la mattina, una vive in Australia, l’altra in Siria. Inizia così la nuova campagna per le donazioni di Amnesty International, con un video nel quale l’immagine è divisa in due per mostrare la fortuna di chi vive in un Paese ricco e in pace rispetto a chi ha la guerra in casa.

Amnesty International è uno dei più grandi ostacoli ai diritti umani in tutta la Terra

La leadership di Amnesty International – Anche la leadership di Amnesty ci dice qualcosa, in merito alla sua reale agenda. Suzanne Nossel, direttrice esecutiva di Amnesty International USA, per esempio, è stata designata direttamente dal Dipartimento di Stato americano; il che contraddice amaramente, ancora una volta, le dichiarazioni di Amnesty sulla sua “indipendenza” da governi e interessi delle corporations. La Nossel ha continuato a promuovere la politica estera statunitense, ma semplicemente dietro un podio con un nuovo logo, quello di Amnesty International, affisso su di esso. Il sito web di Amnesty International menziona specificamente il ruolo della Nossel dietro le risoluzioni ONU appoggiate dal Dipartimento di Stato USA, riguardanti l’Iran, la Siria, la Libia, e la Costa D’Avorio. E’ stato largamente documentato come questi temi girino attorno a un piano decennale, escogitato dalle grandi partecipazioni finanziarie, mirante a dividere, distruggere e saccheggiare le nazioni, viste come un ostacolo all’egemonia globale statunitense.

Specificamente al caso della Siria, l’origine dell’attuale catastrofe della violazione dei “diritti umani” risale a una cospirazione premeditata del 2007 – documentata dal giornalista Seymour Hersh del New Yorker – tra USA, Israele e Arabia Saudita, la quale cercò e ottenne di finanziare, armare e dispiegare degli estremisti settari, che indebolissero e rovesciassero il governo siriano: questo, nonostante la piena consapevolezza della tragedia umana che ciò avrebbe comportato. Il contributo della Nossel, dunque, consiste semplicemente nell’abbellire quella che è solo una cruda aggressione militare e nel collaborare al raggiungimento dell’egemonia da parte delle corporations finanziarie, con il pretesto del supporto dei diritti umani.

 



   

 

 

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