Caso Sangiuliano, a giudizio Maria Rosaria Boccia e un giornalista

Maria Rosaria Boccia

Citazione diretta a giudizio per Maria Rosaria Boccia e per il giornalista Carlo Tarallo nel caso della diffusione della registrazione di una conversazione privata tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. L’accusa contestata dalla procura di Roma è di interferenze illecite nella vita privata. Secondo gli inquirenti, infatti, Boccia e Tarallo “in concorso tra loro” e “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e anche in tempi diversi” hanno diffuso frammenti della registrazione di una conversazione tra Sangiuliano e la moglie.

L’accusa e la ricostruzione della procura

L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 dicembre 2026, davanti al Tribunale di Roma. Nel mirino delle pm Giulia Guccione e Barbara Trotta c’è infatti la presunta diffusione di parti di una conversazione tra l’allora ministro della Cultura e la moglie. Un dialogo in cui Sangiuliano avrebbe confessato la relazione extraconiugale con Boccia.

Secondo l’ipotesi della procura, Boccia si sarebbe procurata indebitamente la registrazione obbligando Sangiuliano a mantenere aperta la telefonata con lei mentre parlava con la moglie, minacciandolo di recarsi nella loro abitazione. I contenuti sarebbero stati successivamente pubblicati sui canali Facebook e Instagram della testata Anteprima24 oltre che sul sito della stessa Boccia.

L’altro procedimento a carico di Boccia

Per ottobre è fissato il processo che vede imputata Maria Rosaria Boccia per stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e una contestazione relativa a false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.

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