Sanzioni Russia, Francia: agricoltori danno fuoco all’agenzia delle Entrate

 

22 settembre  – Nel nord-ovest della Francia gli agricoltori hanno dato fuoco alla sede dell’agenzia delle Entrate per aver perso la possibilità di esportare i loro prodotti in Russia. Hanno appiccato il fuoco usando pallet e pneumatici dopo versato  fuori dell’edificio il loro carico di verdure invendute, patate e carciofi. Hanno anche scaricato letame, hanno rotto porte e finestre e infine hanno dato fuoco a tutto.

“L’edificio è stato distrutto, la struttura crolla dentro,” ha detto il sindaco. “Questo è  segno che gli agricoltori sono ad un punto di grande angoscia. E’ spaventoso”. L’edificio che ospita la MSA è stato costruito due anni fa

Il fatto è avvenuto nella città di Morlaix, in Bretagna. Gli agricoltori hanno anche ostacolato i vigili del fuoco nelle operazioni per spegnere il rogo, in questo modo l’edificio è rimasto parzialmente distrutto. I manifestanti se ne sono andati alle tre del mattino

Il primo ministro francese Manuel Carlos Valls ha dichiarato che i responsabili dell’incendio doloso saranno puniti.

morlaix



   

 

 

4 Commenti per “Sanzioni Russia, Francia: agricoltori danno fuoco all’agenzia delle Entrate”

  1. ok cerco di moderarmi- quand’è che noi italiani avremo almeno la metà del fegato che hanno i francesi? Non abbiamo ancora capito che gli americani,trovandosi nella crisi più nera,vogliono precipitare nella crisi tutto il mondo? La russia con un partner come la cina,se ne infischia delle nostre sanzioni.Gli ucraini si sono venduti per due soldi.

  2. I cugini francesi dimostrano di avere coraggio da vendere, al contrario qua in italia e anche in Veneto non ci sono gli attributi, si sono rinsecchiti, purtroppo. Preferiamo subire passivamente quello che fanno giù a roma su indicazioni di Bruxelles

  3. Le sanzioni verso la Russia sembrano scritte da un bambino di 10 anni, questa è la conferma che l’europa è ancora lenta e restia a prendere provvedimenti seri per puntare all’autosufficienza energetica e proteggersi dalle superpotenze esportatrici come India Cina e Russia che non rispettano i nostri standard e ci fanno concorrenza. Inutile a dire che se non cambiamo la nostra classe dirigente ed i loro reali intenti ci allontaneremo sempre di più da uno scenario di indipendenza e sostenibilità nella zona Euro

  4. Mario M. Fornaro

    Do ragione al Sig. Cesare. Per ribellarsi, gli Italiani devono proprio arrivare al punto nel quale, affamati loro, figli e nipoti, vivere o morire di stenti e malattie sarebbe la stessa cosa (vedasi rivoluzione francese del 1792).

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