Agroalimentare italiano finisce in mani straniere, Letta sarà contento

Italia-vendesi24 sett – Siamo di fronte a una escalation della presenza spagnola in Italia nel 2013. Il mese scorso infatti il 25% di Riso Scotti è passato nelle mani della multinazionale alimentare iberica Ebro Food dopo che il Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca) era salito al 75% nella proprietà di Star, mentre già nel 2011, la Fiorucci salumi era stata acquisita dalla Campofrio food holding e nel 2008 la Bertolli era finita al gruppo Sos che nel 2006 aveva già rilevato Carapelli e Sasso. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti sulle acquisizioni straniere in Italia dopo che il gruppo spagnolo Telefonica è salito dal 46 al 66% di Telco che controlla il 22,4% di Telecom mentre si parla insistentemente di un aumento della presenza francese in Alitalia.

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“Spagnoli e francesi – sottolinea la Coldiretti – si sono divisi gran parte dei marchi storici dell’agroalimentare italiano finiti in mani straniere per un fatturato di almeno 10 miliardi di euro dall’inizio della crisi che ha reso più facili le operazioni di acquisizione nel nostro Paese”. “Dopo aver fatto man bassa dei marchi più prestigiosi dell’olio di oliva italiano (Bertolli, Carapelli e Sasso), le imprese spagnole – precisa la Coldiretti – hanno alzato il tiro mettendo a segno quest’anno la partecipazione a parte del capitale della riso Scotti di Pavia dopo 153 anni di attività con proprietà esclusivamente italiana. Una operazione che è stata preceduta dall’acquisizione avvenuta per tappe successive della quota maggioritaria del gruppo Star fondata da Regolo Fossati il 19 giugno 1948 a Muggiò e che ha inventato il ragù pronto”.

La Campofrio Food Holding S.L., leader in Europa nel settore delle carni lavorate, con sede a Madrid, ha invece acquisito nel 2011 il 100 per 100 della Fiorucci salumi fondata nel 1850. Anche la società della pasta Del Verde, industrie alimentari spa, nel 2009, è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte però del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata.

Non meno incisiva è l’avanzata francese in Italia che riguarda soprattutto due settori simbolo del made in italy come l’alimentare e la moda. All’inizio di luglio è avvenuta la cessione dell’80% dell’azienda Loro Piana al gruppo francese LVMH per 2 miliardi di euro dopo che alla fine del mese di giugno la stessa multinazionale del lusso LVMH aveva acquisito una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della pasticceria Confetteria Cova proprietaria della società Cova Montenapoleone Srl, che gestisce la nota pasticceria milanese. La Lvmh di Bernard Arnault aveva già in portafoglio Bulgari ed è proprietario di Fendi, Emilio Pucci e Acqua di Parma mentre – continua la Coldiretti – la sua rivale francese Ppr di Francois-Henry Pinault controlla Gucci, Bottega Veneta e Sergio Rossi. Il colpo più grosso nell’alimentare i francesi lo hanno messo a segno nel 2011 con la Lactalis che è stata, invece protagonista – afferma la Coldiretti – dell’operazione che ha portato la Parmalat a finire sotto controllo transalpino, dopo aver già acquisito in passato la Galbani, la Locatelli e l’Invernizzi, mentre il 49% di Eridania Italia Spa, operante nello zucchero, è stato ceduto alla francese Cristalalco Sas nel 2011.



   

 

 

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