Saipem: arrestato l’ex manager Varone, indagato Scaroni (Eni)

saipem6 AGO – L’ex direttore operativo di Saipem Pietro Varone è stato arrestato il 28 luglio scorso, quando è stato disposto un mandato di cattura internazionale per Farid Bedjaoui, intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro algerino dell’Energia Chekib Khelil, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano sulle presunte tangenti pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria.

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Lo ha scritto stamane il ‘Corriere della Sera’ e lo hanno confermato uno dei difensori di Varone, l’avvocato Alessandro Pistochini, e fonti investigative.

L’ex manager Saipem si trova da 10 giorni nel carcere milanese di San Vittore, mentre il prossimo 12 agosto è fissata l’udienza del Tribunale del Riesame che dovrà pronunciarsi sul ricorso contro la carcerazione presentato dalla difesa.

Nell’ordine di custodia cautelare firmato dal gip Alfonsa Ferraro, il cui contenuto citato dal Corriere è stato confermato sia dalle fonti investigative sia dal legale, vengono inoltre elencate una serie di altre iniziative della procura, da cui si evince che gli investigatori ritengono di aver individuato una larga parte dei 197 milioni di dollari considerati la tangente complessiva pagata attraverso fittizie intermediazioni dal 2007 al 2010 per sette contratti d’appalto in Algeria.

CHIESTO BLOCCO 100 MLN DLR A SINGAPORE E 23 A HONG KONG

Viene citata in particolare una rogatoria in cui si chiede a Singapore di bloccare “più di 100 milioni di dollari” su conti riconducibili a Bedjaoui; una richiesta di sequestro di altri 23 milioni di dollari, sempre all’intermediario algerino, questa volta ad Hong Kong; una rogatoria in Libano su conti riconducibili ai familiari del ministro algerino, membro di società costituite da Bedjaoui attraverso una fiduciaria svizzera a Panama.

Nell’ordinanza d’arresto di Varone vengono poi elencati: due viaggi in Italia da 100.000 euro pagati dall’ex presidente di Saipem Algeria Tullio Orsi al presidente dell’azienda petrolifera statale algerina Sonatrach, Mohamed Meziane e alla sua famiglia; una consulenza da 1.000 euro al mese al figlio di Meziane come consigliere di Orsi; 10 milioni di euro tornati in Italia a Varone; 5,2 milioni versati da Bedjaoui a Orsi per, dice l’ordinanza, pagarne “il prezzo del silenzio su fatti imbarazzanti” al momento del suo allontanamento dalla Saipem.

NELL’INCHIESTA INDAGATI ANCHE SCARONI ED ENI

A questo punto, occorre fare un passo indietro e ricordare che nell’inchiesta per corruzione internazionale condotta dai pm milanesi Fabio De Pasquale e Giordano Baggio figurano, oltre a Varone, Orsi e Bedjaoui, anche l’AD di Eni Paolo Scaroni per tre incontri a Parigi, Vienna e Milano (citati a verbale da Varone) con il ministro Khelil e con Bedjaoui, l’ex AD di Saipem Pietro Franco Tali e i dirigenti – o ex – di Saipem Alessandro Bernini, Antonio Vella e Nerio Capanna. reuters



   

 

 

1 Commento per “Saipem: arrestato l’ex manager Varone, indagato Scaroni (Eni)”

  1. Hanno trovato la scusa per poterla svendere a chi dicono loro, come fecero con Mani Pulite.Storia vecchia!

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