Un quartiere storicamente inclusivo, abituato da decenni alla convivenza con realtà assistenziali come la Fondazione Auxilium, ma che oggi si scopre fragile di fronte a un’escalation di microcriminalità e a quella che viene definita una “grave disorganizzazione”. A parlare è il Comitato San Fruttuoso Aps, che ha inviato una dura lettera all’assessora comunale Cristina Lodi, indirizzata per conoscenza anche alla sindaca Salis e al presidente del Municipio Bassa Val Bisagno Ivaldi. L’associazione parla a nome dei 1.500 cittadini residenti rappresentati, denunciando una situazione che da settimane sta generando profonda preoccupazione tra le vie e le piazze del quartiere.
L’escalation e l’aggressione nel bosco dei frati
Secondo quanto riferito dal direttivo del Comitato, le segnalazioni da parte dei residenti si sono moltiplicate negli ultimi tempi, fino a toccare il culmine pochi giorni fa con un episodio specifico: “L’aggressione a una studentessa avvenuta nel bosco dei frati“. Un evento che ha scosso la comunità di San Fruttuoso, una zona che – viene sottolineato nella missiva – “non è mai stata percepita come pericolosa dall’opinione pubblica, ma che ora assiste a contorni di mancato controllo”.
Il nodo delle comunità alloggio e il fallimento delle cooperative
Il cuore della protesta dei cittadini tocca un tema delicato: la gestione dell’accoglienza e delle strutture presenti nel quartiere: “Da una parte del fiume la Regione Liguria sta operando per ampliare la sede del Sert che doveva essere provvisoria (con grave disappunto dei cittadini e una crescente delinquenza), mentre nel cuore del quartiere abbiamo visto fiorire comunità alloggio in vari spazi appartenenti a congregazioni religiose: ex Giannelline, ex Santuario del Monte e Camaldoli.
In particolare destano preoccupazione la comunità per minori dei Camaldoli, la cui cooperativa che ne aveva la gestione notoriamente è fallita lasciando i minori allo sbaraglio, e la comunità Ex Giannelline (idem). Entrambe le comunità vedono uscire minori a tutte le ore, anche serali, senza educatori che ne controllino spostamenti e azioni”.
La richiesta alle istituzioni: “Intervenga la Prefettura”
Il Comitato San Fruttuoso conclude la lettera chiedendo un intervento immediato e strutturale al Comune di Genova, affinché si faccia portavoce della situazione presso la Prefettura: “Affinché si ponga rimedio immediato a questa situazione di mancato controllo che sta degenerando, anche perché genera intolleranza fra gli abitanti che, giustamente, non si spiegano le ragioni di tale disorganizzazione. Le strutture ospitanti vanno controllate e, se come pare evidente, non sono in grado di garantire un progetto educativo e la sicurezza, vanno dismesse e i giovani bisognosi ricollocati in luoghi più sicuri dove possano ricevere le giuste cure secondo un progetto adeguato” si chiude la missiva.
L’ultimo caso di violenza: aggressione in via Berghini
Nei giorni scorsi, tra l’altro, c’è stato un episodio violento in via Berghini: un 17enne nordafricano, ospite di una comunità per minori non accompagnati, è stato aggredito da un gruppo di persone (una ventina secondo le ultime indiscrezioni sulle indagini) con un bastone. Ancora da chiarire i contorni della vicenda, si è parlato di una spedizione punitiva, ma saranno le indagini della polizia a fare chiarezza.

