Bilancio UE, la Commissione vuole 2000 miliardi: rischio stangata per l’talia

Von der Leyen:

Siamo entrati nella fase decisiva per mettere nero su bianco il nuovo bilancio dell’Unione europea

Sul tavolo c’è il quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la cornice che stabilirà quante risorse potrà spendere l’Unione e per quali priorità nei prossimi sette anni. La Commissione ha proposto un bilancio di quasi 2.000 miliardi: ora il testo è nelle mani degli Stati, serve l’unanimità in Consiglio e poi il consenso del Parlamento europeo. Per le nuove entrate servirà anche la ratifica dei parlamenti nazionali, ma prima di arrivare a quel punto il dibattito si è infuocato.

Qual è il problema per l’Italia e perché Meloni critica gli “sconti”

Il capitolo più pesante è fatto dai Piani nazionali e regionali di partenariato da 865 miliardi, in cui Bruxelles vuole concentrare coesione, agricoltura, pesca, politiche sociali, migrazione e sicurezza interna. È qui che si gioca la partita italiana: Roma vuole evitare che la nuova architettura riduca il peso delle politiche territoriali e agricole e limiti il ruolo di Stato e Regioni.

“Siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese di Pac, pesca o coesione”, ha detto Giorgia Meloni. La Commissione promette salvaguardie per le regioni meno sviluppate, ma sedici Paesi, Italia compresa, contestano che coesione, Pac e pesca siano le uniche voci “in riduzione reale”. Il ministro Tommaso Foti ha definito “inaccettabile” un taglio potenziale taglio a queste aree.

C’è poi il sistema degli sconti, definito “anacronistico” da Meloni. La “minaccia” è che l’Italia – in quanto terzo contributore netto dell’Unione – “chiederà di godere dello stesso privilegio”. La premier si riferisce ai “rebates”, cioè agli sconti concessi ad alcuni Stati membri sui contributi che ognuno di loro deve versare al bilancio Ue.

Nel 2024, ultimo dato Commissione disponibile, l’Italia ha versato 15,7 miliardi di contributi nazionali al bilancio Ue, e includendo i dazi doganali raccolti per l’Unione, il totale delle risorse proprie attribuite a Roma sale a circa 18 miliardi. Nello stesso anno la spesa Ue allocata in Italia è stata pari a 13,3 miliardi. L’Italia resta quindi contributore netto, anche se il saldo non misura i benefici indiretti del mercato unico e dei programmi comuni.

Come spenderemo i miliardi del bilancio Ue: la proposta

Circa 409 miliardi andrebbero a competitività, ricerca e innovazione, con il nuovo Fondo europeo per la competitività e Horizon Europe portato a 175 miliardi. Difesa e spazio salirebbero a 131 miliardi. A migrazione, frontiere e sicurezza interna andrebbero 34 miliardi. Per l’azione esterna Global Europe varrebbe 200 miliardi, con fino a 100 miliardi per l’Ucraina. Restano fondi per Erasmus, cultura, media, democrazia e giustizia.

Le frizioni sono evidenti. I Paesi più rigoristi e la Germania chiedono di contenere la spesa e rifiutano nuovo debito comune permanente. Il Parlamento europeo spinge invece per un bilancio più alto, all’1,38% del Reddito nazionale lordo, e per nuove risorse proprie. La Commissione propone entrate da Ets, rifiuti elettronici, tabacco e grandi imprese. Il nodo è chi pagherà il rimborso di NextGenerationEU senza comprimere coesione e agricoltura. Il confronto si preannuncia teso, in attesa della cosiddetta “scatola negoziale” o “nego-box”, il testo negoziale che delineerà le cifre e le aree di spesa.

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