La Commissione Ue “non ha garantito al pubblico un accesso sufficientemente ampio ai contratti per l’acquisto dei vaccini contro il Covid”
È la conclusione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Athanasios Rantos, che conferma la linea del Tribunale Ue, che nel 2024 aveva censurato l’operato dell’esecutivo di Ursula von der Leyen.
Al centro della causa figurano le dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi dei negoziatori e le clausole sugli indennizzi alle aziende farmaceutiche: secondo Rantos, Bruxelles non ha dimostrato che la divulgazione di queste informazioni avrebbe leso la privacy o gli interessi commerciali delle imprese.
Inoltre, le versioni oscurate dei documenti non consentivano di verificare adeguatamente l’imparzialità dell’iter negoziale. Nelle sue conclusioni, Rantos raccomanda di respingere il ricorso della Commissione europea contro la sentenza del 2024.
Il caso nasce dalle richieste presentate nel 2021 da alcuni eurodeputati e soggetti privati per accedere ai contratti sui vaccini stipulati durante la pandemia e alla relativa documentazione.
Bruxelles aveva concesso solo un accesso parziale, oscurando in particolare i nomi dei membri della squadra negoziale e alcune clausole sugli indennizzi alle aziende farmaceutiche.
Secondo l’avvocato generale, il Tribunale ha correttamente riconosciuto che la trasparenza dei negoziati rappresenta “un fine specifico di interesse pubblico”.
Le dichiarazioni anonimizzate sull’assenza di conflitti d’interesse, osserva, non consentono una verifica “concreta ed efficace” dell’imparzialità dei negoziatori, né la Commissione ha dimostrato che la divulgazione dei loro nomi avrebbe leso la tutela della vita privata.
Analoga valutazione riguarda le clausole sugli indennizzi
Rantos respinge la tesi secondo cui la loro pubblicazione avrebbe danneggiato gli interessi commerciali delle imprese, rilevando che Bruxelles non ha provato né il rischio di comportamenti abusivi né quello di un aumento delle azioni risarcitorie contro le aziende farmaceutiche.
Le conclusioni dell’avvocato generale non sono vincolanti, ma vengono spesso seguite dai giudici di Lussemburgo, la cui sentenza è attesa nei prossimi mesi.
ANSA

