Svolta processuale nel procedimento per la tentata violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazzina di tredici anni, avvenuta nel novembre del 2024 in un comune dell’hinterland trevigiano. Nell’udienza tenutasi il 28 maggio, il gip Marco Biagetti, ha accolto la richiesta di ammissione dell’imputato, un diciannovenne di origine senegalese residente in provincia di Padova assistito dall’avvocato Paola Miotti, al rito abbreviato. Il processo è stato quindi rinviato al prossimo 10 settembre per la discussione e la sentenza.
Il passaggio al rito alternativo, che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, giunge dopo che il precedente giudice dell’udienza preliminare Gianluigi Zulian aveva respinto l’ipotesi di un patteggiamento. La difesa e la Procura avevano infatti concordato un’applicazione della pena a 2 anni e 6 mesi di reclusione ma il giudicante aveva ritenuto la sanzione non congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati, determinando così la propria incompatibilità e il conseguente rinvio dell’atto a un nuovo magistrato per l’udienza odierna.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Davide Romanelli e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castelfranco Veneto, contesta al diciannovenne il reato di tentata violenza sessuale di gruppo, aggravata dalla minore età della persona offesa. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti in base alla denuncia sporta dalla vittima con i propri genitori, l’imputato e un complice minorenne (che probabilmente se la caverà con una messa alla prova) avrebbero avvicinato la tredicenne e un’amica con un pretesto nei pressi di un parco, in corrispondenza di una fermata dell’autobus. Dopo un iniziale tentativo di approccio il diciannovenne avrebbe aggredito fisicamente la ragazzina, costringendola a sdraiarsi a terra con la violenza e tentando di sfilarle i jeans dopo averle allargato le gambe.
Un abuso che non è stato portato a compimento soltanto grazie al tempestivo intervento dell’amica della vittima, la cui famiglia si è costituita come parte civile assistita dall’avvocato Alessandra Nava. Inizialmente bloccata dal complice minorenne l’altra ragazza è riuscita a divincolarsi dalla presa e a colpire l’aggressore con un calcio, facendolo cadere a terra e consentendo a entrambe le giovani di darsi alla fuga.

