Milano: sputi, minacce di morte e atti osceni in chiesa. Arrestato egiziano

polizia arresto

Atti osceni, minacce di morte e stalking. Così aveva trasformato la vita di una parrocchia nel quartiere Giambellino a Milano, in particolare quella di un prete, di una volontaria, in un incubo. Venerdì 3 aprile, la polizia di Stato ha messo fine alle vessazioni arrestando un egiziano di 21 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il giovane è accusato di atti persecutori, minacce gravi e intrusioni continue ai danni di un parroco e di un’ausiliaria diocesana.

L’indagine: un anno di violenze

L’operazione, coordinata dalla procura della Repubblica di Milano e condotta dai poliziotti del Commissariato Porta Genova, è scattata dopo le denunce presentate a marzo dalle vittime. Gli investigatori hanno ricostruito un quadro inquietante: nell’ultimo anno, l’atteggiamento del ventunenne è degenerato in una spirale di violenza verbale e fisica.

Secondo quanto emerso, l’indagato non si limitava agli insulti, ma era arrivato a minacciare di morte il sacerdote e la volontaria, sputando loro addosso e cercando lo scontro fisico nonostante i ripetuti tentativi di allontanamento.

La parrocchia messa a ferro e fuoco

Non erano solo i singoli individui a finire nel mirino, ma l’intera comunità del quartiere. Le testimonianze di fedeli e volontari hanno descritto uno scenario di degrado e paura con intrusioni notturne, disturbo alle funzioni e degrado. Il giovane scavalcava regolarmente i cancelli per entrare negli spazi parrocchia e spesso irrompeva durante le messe, arrecando disturbo e tenendo comportamenti inappropriati, talvolta descritti come osceni. Spesso si rifiutava di uscire davanti alle insistenze dei presenti

Scatta il carcere

La pericolosità del ragazzo era già nota alle autorità. Il giovane era infatti già destinatario di diversi ordini di allontanamento e coinvolto in precedenti episodi di resistenza e molestie. Lo stato di ansia generato nelle vittime era diventato tale da condizionare radicalmente la gestione della chiesa: i locali, un tempo aperti al quartiere, erano stati costretti alla chiusura forzata al di fuori degli orari delle celebrazioni liturgiche per garantire la sicurezza dei presenti. Ora, con l’ordinanza eseguita, il ventunenne si trova nel carcere di San Vittore.

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