Scava, scava e va a finire che nella gestione delle Asl di Bari si scoprono pagine degne della più classica commedia all’italiana
di Maria Sorbi – Favori e appalti in cambio di Louis Vuitton, pesce fresco da 400 euro e lavori di ristrutturazione gratis in casa. Roba da barzelletta quella emersa nelle motivazioni delle condanne per corruzione se non fosse che di mezzo c’è la nostra salute, ci sono i nostri soldi e c’è il servizio pubblico, che in Puglia è sempre più bistrattato.
La signora Concetta Sciannimanico, detta Conny, girava con borse firmate (originali) che stridevano con la portata del suo stipendio. Conny allo sportello della Asl era la più disponibile. Si, disponibile a oliare gli iter burocratiche e tutte quelle procedure che, diciamolo, sono una noia. Però se ci sono a qualcosa pur serviranno. Ma bastava presentarsi con il sacchetto della boutique perché mettesse un timbro sulle varianti di progetto suggerite dagli imprenditori, e quindi su misura. È il cuore delle motivazioni del gup Isabella Valeria Valenzi, che a dicembre ha condannato in abbreviato per corruzione a quattro anni e sei mesi l’ormai ex impiegata della Asl Bari e a tre anni l’imprenditore Giuseppe Rucci.
Nelle 442 pagine di motivazioni, la giudice riassume gran parte degli elementi emersi dalle indagini, basate su intercettazioni e video che hanno catturato i momenti relativi alla consegna del denaro anche all’interno degli uffici della Asl. Sciannimanico è stata ritenuta al centro delle condotte contestate al pari dei due dirigenti, gli ingegneri Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, che hanno patteggiato una condanna a 5 anni.
Il gup ha ritenuto che i tre dipendenti pubblici, tramite l’imprenditore Crisanti (detto «il gatto»), avrebbero fatto continue pressioni sugli appaltatori allo scopo di ottenere denaro: «La dazione delle ’tangenti’ osserva il Tribunale – è avvenuta, secondo una prassi ormai consolidata, in concomitanza con il pagamento degli stati avanzamento lavori ovvero in seguito alla liquidazione di ’compensazioni’ connesse alla emissione di Sal straordinari, cioè all’approvazione di ’varianti’».
Sciannimanico è stata condannata per tre episodi di corruzione: ha chiesto e ottenuto denaro (in casa sono stati trovati 22.700 euro in contanti), ma anche borse costose (gliene sono state sequestrate 18, si è fatta comprare una Louis Vuitton da Iacobellis «perché non voleva che l’acquisto del bene fosse registrato a suo nome»), lavori di ristrutturazione e persino «400 euro di pesce per una cena che stava organizzando».
Il giudice ha negato le attenuanti generiche, evidenziandone la «spregiudicatezza» di partecipare al sistema corruttivo «da lei pervicacemente negato» nonostante video e prove: «L’imputata si è trincerata raccontando di un ambiente maschilista interno all’Asl di Bari e alla conseguente condizione di inferiorità in cui versava». Rucci è stato invece condannato per i buoni benzina consegnati a Sansolini. A Sciannimanico sono state restituite solo 4 delle borse sequestrate, quelle ritenute compatibili con i suoi guadagni ufficiali.
L’indagine per tangenti, iniziata nel 2024 con 10 misure cautelari, prosegue oggi con uno stralcio. Nel mirino l’aggiudicazione di due appalti pubblici di forniture in ambito sanitario del valore complessivo di 1,3 milioni di euro.

