Pesaro, 7 aprile 2026 – Era morta due settimane dopo aver ricevuto il vaccino contro il Covid e ora, cinque anni dopo quella tragedia, lo Stato liquida un indennizzo una tantum da 77.468,53 euro in favore degli eredi. La donna, 78enne pesarese, era deceduta il 30 aprile 2021: non aveva patologie pregresse e secondo quanto riferito dai familiari stava bene. Poi, a distanza di pochi giorni dall’inoculazione del vaccino AstraZeneca, sono apparsi i primi preoccupanti sintomi che qualcosa non andava: febbre, dolori articolari fino a un peggioramento improvviso.
Colpita da una trombosi
Il 29 aprile era stata colpita da trombosi con una conseguente caduta che aveva provocato una grave emorragia. Dopo la caduta la 78enne era stata soccorsa dal marito che l’aveva portata subito in ospedale. Il giorno dopo la donna era deceduta lasciando il marito e i figli sgomenti per una morte che, all’apparenza, non aveva spiegazioni. A seguito del decesso, le autorità avevano disposto l’autopsia.
Il nesso causale
La risposta definitiva sul caso è arrivata ora, a quasi cinque anni di distanza con una determina dell’Azienda sanitaria territoriale di Pesaro e Urbino dopo che la Commissione medica ospedaliera del Dipartimento militare di medicina legale di Roma ha riconosciuto il nesso causale tra la vaccinazione e la menomazione permanente dell’integrità psicofisica. Senza quel giudizio non sarebbe stato possibile alcun indennizzo.
La richiesta portata avanti dagli eredi
Dopo la morte della donna il marito aveva avviato la pratica per ottenere il riconoscimento previsto dalla legge 210 del 1992. Ma anche lui è deceduto nel 2025. A portare avanti la richiesta sono stati quindi gli eredi, che hanno attraversato anni di istruttorie, verifiche e passaggi amministrativi. Nello stesso contesto anche il marito 84enne aveva avuto problemi di salute dopo la vaccinazione. Una settimana dopo la seconda dose di Pfizer era stato colpito da un ictus, con ricovero di tre giorni. Le sue condizioni erano poi migliorate, ma anche in quel caso le cause erano rimaste da chiarire. […]

