“Ci sono molte buone ragioni per scongiurare la progettata riduzione del contributo pubblico a Radio Radicale, che rischierebbe di condurla all’anemia e alla chiusura. Perché la radio svolge un servizio di informazione e di cultura assolutamente insostituibile.
Perché non si potrà scrivere la storia degli ultimi cinquanta anni del nostro Paese senza attingere al suo prezioso archivio, che deve continuare a vivere e a rinnovarsi. Perché l’ascolto della radio ci dà anche molti dispiaceri. Ma questo è il pluralismo. Ecco perché oggi ci uniamo a quanti vogliono e chiedono che: viva Radio Radicale”.
A scriverlo è Questione giustizia, la rivista di Magistratura Democratica, dopo gli annunciati tagli dei fondi a Radio Radicale pari a 4 milioni in meno che ne comprometterebbero l’esistenza. ANSA
Tagli editoria, Conte a Radio Radicale: “Dovete camminare sulle vostre gambe”

