“Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l’ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi. E le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerli dal male stanno attivamente supportando tutto questo”. In una lunga lettera indirizzata a Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, tutrice e curatrice nominate dal tribunale, e depositata nel fascicolo giudiziario, la mamma dei ‘bambini del bosco’ si lascia andare a un duro sfogo nei confronti degli assistenti sociali che da tre mesi si occupano dei bimbi nella casa famiglia.
“Ignorate le richieste di aiuto”
“Le loro richieste d’aiuto – si legge nella missiva pubblicata in esclusiva dal quotidiano il Centro – sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore. Invece sono stati dati in dono zucchero, istruzione e siringhe. Bugie sul fatto che non mi sarei impegnata ad avere un insegnante quando ce ne andremo e che sarei d’accordo con le bugie e le informazioni distorte e ingannevoli diffuse da questa struttura”.
“Separazione forzata”
Nella lettera Catherine racconta dell'”angoscia dei figli”, del loro stato d’ansia a causa della “separazione forzata” dai genitori e accusa gli assistenti sociali di “avergli mentito” e – addirittura – di aver “usato adolescenti per bullizzarli”.
“I bambini – è il suo appello – devono essere immediatamente restituiti alla madre e al padre, dove possono iniziare a guarire da questo stato incredibilmente traumatico che tutti e tre vivono ogni giorno!”. “Sono costretta a vederli rompere le cose, farsi male, farsi del male a vicenda, disegnare aggressivamente sui muri – spiega ancora la donna -. Qualsiasi capacitĂ di comprensione psicologica vi darebbe la preoccupante consapevolezza del trauma, della depressione e dell’ansia costante che questi tre bambini hanno manifestato fin dal primo giorno”.
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