Mercoledì 11 febbraio è stata la Giornata Mondiale del Malato, istituita nel 1858 quando Bernadette Soubirous ebbe la prima apparizione della Vergine Maria a Lourdes.
Il consigliere regionale Davide Lovat insieme a Riccardo Szumski ricorda come, su richiesta di migliaia di elettori, Resistere Veneto abbia presentato in Regione due mozioni sulla necessità di investire in cure palliative per i malati terminali e per l’apertura di ambulatori dedicati a cittadini che dichiarano di essere stati danneggiati dalle reazioni del vaccino anti Covid-19.
«A questo proposito – spiega Lovat – proprio nella Giornata del Malato, dobbiamo constatare che le macchinazioni burocratiche sono un metodo politico per rallentare l’iter della discussione della nostra mozione in Consiglio Regionale. E questo, nonostante tutti i consiglieri regionali stiano ricevendo decine di lettere di veneti che raccontano di disagi, disturbi e malattie più o meno gravi sopraggiunte dopo le vaccinazioni obbligatorie.
Papa Leone XIV, – commenta Lovat – ha ricordato la parabola del Buon Samaritano per parlare di cura, di responsabilità verso gli altri e di prossimità . Una società in grado di prendersi cura dei più fragili, infatti, è una società che ha anche un’alta salute morale e sociale. Il Veneto è una terra di cattolici praticanti e di papi e non potrà mai condividere scelte che lasciano per strada concittadini che chiedono aiuto. Il vero medico non rifiuta mai la propria prestazione e al malato sofferente va sempre data una risposta. La nostra richiesta di ambulatori per chi dichiara di soffrire dopo essere stato vaccinato non è politica, ma viene prima della politica. Per questo chiediamo ai colleghi in Consiglio Regionale e al Presidente Stefani di condividere queste sfide di solidarietà » conclude Lovat.
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