La mistificazione che accosta Trump ad Epstein

Trump ed Epstein

di Gabriele Sannino – Sento il mainstream e parte dell’informazione sul web continuare a TUONARE contro Trump, che sarebbe coinvolto nei file di Epstein.
Cerchiamo di dissolvere un po’ le NEBBIE (anche se mi rendo conto che se uno ha pregiudizi su qualsiasi cosa nella vita… è dura!).

Partiamo dall’inizio: il Presidente Donald Trump è citato o no nei files di Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia? Si, viene citato qua e là dagli stessi protagonisti principali (tipo Jeffrey Epstein) ma su di lui non c’è NULLA di CRIMINOSO.
Al contrario, viene citato sia dal mainstream che da alcuni sul web in modo decontestualizzato e ideologico, ovvero si manipola, si reinterpreta, si attribuiscono a lui reati che non ha commesso (per la serie, tanto chi li legge i files, qualcuno ci casca!).

Su Donald Trump – non a caso – è in atto una campagna di IA senza precedenti: lo si umilia facendolo ballare come una ragazzina, come Michael Jackson, gli si attribuiscono perfino foto maliziose… con bambini, perfino con sua figlia Ivanka (anche queste opportunamente modificate).
Già questo dovrebbe farci riflettere.

Veniamo però ai fatti, dato che le parole e le ideologie stanno a zero: il 19 novembre 2025 Trump ha varato l’Epstein files Transparency Act dopo che il giorno prima, il 18 novembre, il Congresso americano (con un solo voto contrario!) aveva votato per una legge che prevedesse massima trasparenza sul caso. Ebbene nei mesi precedenti, Trump aveva sollevato dubbi e minimizzato su Epstein (tant’è vero che molti DEM al Congresso lo accusavano di essere coinvolto).
Poi l’improvviso cambio di rotta.
Ci si chiede: era forse una STRATEGIA per costringere proprio il Congresso a varare questa legge con così tanto consenso?
Guarda caso, è stata firmata il giorno successivo dallo stesso Presidente…

Purtroppo per alcuni “informatori” le strategie non esistono, neanche in politica. Ma andiamo avanti.
Uno dei PRIMI atti di Donald Trump, già nel suo primo mandato agli inizi del 2017, è stato quello contro le mafie, i trafficanti di droga e… quelli di ESSERI UMANI.
Il Wall Street Journal (il giornale della finanza di Wall Street, per capirci) dichiarò che Donald Trump aveva bandito Jeffrey Epstein dalla sua residenza di Mar a Lago già nel 2003, dopo che una estetista diciottenne aveva riferito di pesanti avances sessuali.
Nel decennio 1990-2000 Epstein era stato diverse volte nella residenza di Trump, ma da quel 2003 non vi mise più piede.

Da dove nasce, dunque, tutta questa mistificazione che accosta Trump ad Epstein a tutti i costi?
Da uno scrittore, il suo nome si chiama Michael Wolff, che scrive per Vanity Fair e USA Today (due giornali del Deep State mediatico internazionale). Wolff nel 2018 ha scritto un libro titolato “Fuoco e Furia, dentro la Casa Bianca di Trump”, dove dipinge un quadro a dir poco caotico proprio della Presidenza in essere, mescolando sapientemente – a mio avviso, e non solo – verità e menzogne, proprio come spesso il mainstream (appartenente al Deep State) fa.

Pochi giorni fa, Donald Trump ha parlato proprio di Wolff, dicendo che lui ed Epstein volevano incastrarlo, ma non ci sono riusciti.
La domanda sorge spontanea: vista la guerra in atto tra sovranisti e globalisti, visto che hanno perfino tentato di ammazzare Donald Trump più volte (figuriamoci sputtanarlo con menzogne di questo tipo!) e visto ciò che abbiamo appena detto, non è il caso di essere almeno più PRUDENTI nei giudizi?
Ma poi: se tutti sono d’accordo – e se tutti sono colpevoli – perchè allora far uscire questi “benedetti” files?
Cosa aggiungere: ai posteri “l’ardua sentenza”.

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