Amazon, 16mila licenziamenti: lavoratori scalzati dall’intelligenza artificiale

minacce ad amazon

La scure dei licenziamenti ancora una volta si abbatte su Amazon

Saranno tagliati sedicimila posti in tutto il mondo. Lo ha annunciato il gruppo, secondo quanto riporta Cnbc. Si tratta della seconda grande ondata di licenziamenti in tre mesi. I tagli al personale hanno una radice doppia: da un lato si intende compensare l’eccesso di assunzioni durante la pandemia – 500mila ingressi solo nel 2020 – e dall’altro stanno prendendo sempre più piede gli strumenti di intelligenza artificiale.

Inversione di rotta

Reuters aveva riportato per prima la scorsa settimana che Amazon stava pianificando una seconda ondata di tagli al personale nell’ambito di un obiettivo più ampio di riduzione di circa 30.000 ruoli aziendali, con licenziamenti che dovrebbero interessare i lavoratori di Amazon Web Services, del settore retail, di Prime Video e dei dipartimenti delle risorse umane. A ottobre sono saltati i primi 14.000 incarichi, il ceo Andy Jassy aveva sottolineato la necessità di snellire i livelli operativi e ridurre il numero di manager.

In Italia, già da alcune settimane, l’azienda ha cominciato a incontrare i sindacati per decidere la strada da seguire. Non ci sono esuberi dichiarati, ma quello che filtra è che vengono incentivate le dimissioni volontarie.
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