Dopo la vergognosa figura de La Stampa, che nella giornata del 17 marzo ha pubblicato in prima pagina una foto della strage di Donetsk (da parte ucraina su quella popolazione), accompagnata da articoli sullâassedio di Kiev, e che ha fatto il giro del mondo facendo pubblicamente indignare anche il Cremlino, il prof. DâOrsi, giornalista, storico e docente universitario, ha pubblicato il suo addio al giornale di cui è stato collaboratore da molti anni.
Scrive il prof. indirizzando la lettera a Massimo Giannini: âGentile Direttore, ho collaborato alla Stampa per decenni, e sono stato allontanato, senza una parola, naturalmente, con lâarrivo di Molinari, giunto al giornale a portarvi il suo carico di sionismo e iperatlantismo (e giĂ allora di russofobia)â.
Continua DâOrsi: âAvevo sperato che un giornalista proveniente da âla Repubblicaâ come Lei, avrebbe compiuto uno sforzo di riequlibrare lâorientamento di questa testata a cui sono rimasto legato. Invece no. E i vostri servizi, se cosĂŹ vogliamo chiamarli, sulla guerra in Ucraina, lo dimostrano, in modo avvilente. Ma con la prima pagina di oggi il giornale da Lei diretto ha toccato il fondo della disonestĂ giornalistica: una immagine relativa alla strage compiuta due giorni fa dalle truppe governative di Kiev ai danni dei civili di Donetsk (14 morti), viene presentata in modo che il pubblico pensi che siano stati i russi cattivi. Siamo oltre ogni artefizio giornalistico, lo lasci dire a uno che è iscritto allâOrdine dal 1971, e che ha avuto nel 2021 la targa dâargento come veterano del giornalismo piemontese. Uno che è stato allievo di Norberto Bobbio, e oltre ad aver insegnato per piĂš di 40 anni allâUniversitĂ , ha lavorato per le maggiori testate italiane, e anche qualche testata straniera, pubblicando molte centinaia di articoliâ.
Scrive DâOrsi: âMi aspetto che il giornale domani, con lo stesso rilievo faccia una formale autocritica e spieghi, come e quando e da chi ha ricevuto la foto, chi ne sia lâautore, come la foto è giunta a voi (e se avete i diritti di utilizzo), e in quale situazione è stata scattata. Aggiungo che tutta lâimpaginazione, dai titoli dei commenti tutti a senso unico, fino al pezzo che vorrebbe essere sarcastico su Luciano Canfora, e che fa ridere solo chi lâha scritto, è a di poco inquietanteâ.
Conclude la lettera: âState spingendoci verso la terza guerra mondiale, consapevolmente o meno. La storia non vi ha proprio insegnato nulla. Che pena. Segnalerò comunque lâepisodio allâOrdine. E smetterò di comprare, ovviamente, il Suo giornale. Prof. Angelo DâOrsi, UniversitĂ di Torinoâ. https://www.ilparagone.it

