Huaweigate, Eurocamera revoca immunità a Fulvio Martusciello

Fulvio Martusciello

STRASBURGO – Scuro in volto, lo sguardo basso e il telefono tra le mani. “Dateci un attimo prima delle dichiarazioni”, è l’unica richiesta rivolta ai cronisti. Poi il confronto con i colleghi di Forza Italia, a pochi passi dall’emiciclo. Quando lascia l’Aula di Strasburgo, Fulvio Martusciello ha appena incassato il verdetto della plenaria: la sua immunità parlamentare è stata revocata.

Un esito che isola il capodelegazione di Forza Italia al Parlamento europeo rispetto agli altri deputati raggiunti dalle richieste della procura del Belgio per il cosiddetto Huaweigate, il caso delle presunte attività di lobbying riconducibili al colosso cinese delle telecomunicazioni. L’Aula ha infatti deciso di mantenere invece intatta l’immunità per l’altro eurodeputato azzurro Salvatore De Meo, per il socialista maltese Daniel Attard e per il liberale bulgaro Nikola Minchev.

Il via libera della plenaria alla revoca delle guarentigie per Martusciello ha confermato l’orientamento espresso dalla commissione Affari giuridici dell’Eurocamera, che il 3 giugno si era pronunciata a favore dell’istanza avanzata dagli inquirenti. Con una differenza significativa, però: a Strasburgo la forbice si è allargata sensibilmente. Se in commissione il margine era stato di appena tre voti, la plenaria si è espressa in modo molto più netto, con 344 eurodeputati a favore della revoca, 234 contrari e 25 astensioni. Un risultato che alimenta gli interrogativi sul comportamento degli alleati di Forza Italia, complice lo scrutinio segreto che potrebbe aver esposto il fianco a defezioni anche tra le fila dello stesso Ppe, la famiglia politica europea degli azzurri, così come nell’Ecr di Fratelli d’Italia, dove l’ordine di scuderia era quello di lasciare piena libertà di voto.

A difesa di Martusciello sono arrivate subito le parole del leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che fin dall’emergere dell’inchiesta, nel marzo 2025, ha fatto quadrato attorno suo capodelegazione. “Non ho alcun dubbio sul suo comportamento e sulla sua estraneità ai fatti contestati”, ha affermato il vicepremier, definendo “politicamente importante” il sostegno ricevuto dal Ppe e da “molti eurodeputati di altri gruppi”. Una linea rilanciata anche dal presidente dei Popolari, il tedesco Manfred Weber, che ha ricordato come “la presunzione di innocenza sia uno dei principi fondamentali dell’Ue”. Una presunzione che Martusciello dovrà ora far valere davanti agli inquirenti belgi.

Resta da capire se potrà farlo ancora dalla guida della compagine azzurra in Europa. Per ora, assicurano fonti ben informate, non si parla di passi indietro. Ma, qualora lo scenario dovesse cambiare, il toto-successione è già partito e i favoriti avrebbero già un volto: l’ex ministra Letizia Moratti e il siciliano Marco Falcone, forte del suo bottino di oltre 100mila preferenze alle ultime Europee. Più defilata, invece, l’ipotesi Massimiliano Salini, oggi vicepresidente del Ppe.

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