Ci sarebbero interlocuzioni che farebbero emergere “elementi inquietanti, laddove i Poggi fanno riferimento a tattiche di contrasto discusse con i propri legali al fine di intimidire gli inquirenti: ben al di là quindi di una legittima non condivisione della linea dell’autorità giudiziaria procedente”.
È quanto si legge nella informativa finale dei carabinieri relativa alla vicenda del delitto di Garlasco, i quali citano una conversazione intercettata del 14 maggio 2025, avvenuta a poco più di un mese dalla riapertura delle indagini su Andrea Sempio, in cui – sottolineano gli investigatori – “la preoccupazione della famiglia dei Poggi è quella di trovare un modo per bloccare le indagini”.
Le intercettazioni
Secondo quanto scrivono gli investigatori, è Marco Poggi (fratello della vittima) per primo – durante l’intercettazione – ad “auspicare che possa esserci un intervento ‘esterno’ a bloccare le iniziative della procura di Pavia: ‘se non interviene nessun altro…che è al di fuori di questa procura, questi andranno avanti fino a che…’.
Al figlio , ribatte immediatamente Giuseppe Poggi che riferisce che i propri legali hanno già depositato una ‘segnalazione’ alla procura generale di Milano per fermare l’indagine di Pavia: ‘se non interviene la procura generale di Milano a dargli..’… […]

