Nelle agende di Andrea Sempio: ossessioni, porno, violenza e satanismo

Andrea Sempio

Non solo un conoscente, ma un uomo dominato da pulsioni oscure e un’ossessione feticista per il controllo e il sesso

È questo il ritratto di Andrea Sempio, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, che emerge dagli ultimi sviluppi dell’inchiesta condotta dalla Procura di Pavia e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Il movente del delitto sarebbe da ricercare in un “no” opposto dalla ragazza a un approccio sessuale, dopo che Sempio era rimasto folgorato dalla visione di un video intimo della vittima.

Le agende del “sex offender”

Gli investigatori hanno passato al setaccio la vita del giovane, recuperando un immenso materiale cartaceo scampato ai tentativi di distruzione messi in atto dall’indagato: 10 agende, 15 quaderni e 4 bloc-notes. In queste pagine, Sempio annotava minuziosamente le sue fantasie su sconosciute incrociate per strada, i suoi trascorsi legati al bullismo subito, ma anche derive inquietanti verso il satanismo, cadaveri e autopsie.

L’analisi dei carabinieri del Racis, secondo quanto riportato da Repubblica, ha evidenziato una personalità disturbata, con gravi difficoltà relazionali. Per anni Sempio avrebbe frequentato il forum Italian Seduction con lo pseudonimo “Andreas”, teorizzando una visione delle donne come oggetti da cui ottenere soddisfazione fisica in una sorta di transazione commerciale.

Foto hot e video rubati

Il quadro probatorio si arricchisce di dettagli su una condotta predatoria seriale. Sempio avrebbe acquistato foto senza veli da un’amica per cento euro ma anche filmato di nascosto sotto la gonna una ignara cliente nel negozio di telefonia dove lavorava. Avrebbe anche cercato nei profili WhatsApp di vecchie conoscenti alla ricerca di materiale erotico.

Le ricerche sospette: quel Dna cercato prima di essere indagato

A tradire il giovane sarebbero state però le tracce digitali lasciate sui suoi smartphone (i computer non sono mai stati rinvenuti durante le perquisizioni). Sempio avrebbe effettuato ricerche ossessive sul caso di Garlasco molto prima che il suo nome finisse ufficialmente nel registro degli indagati.

Già nel 2014, in concomitanza con le perizie sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara, l’indagato avrebbe monitorato freneticamente gli aggiornamenti giudiziari. Nel 2015, consultò Wikipedia per approfondire il concetto di “Dna mitocondriale”, la stessa traccia biologica che, due anni più tardi, lo avrebbe collegato direttamente alla scena del crimine.

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