Il ministero della Cultura ha inviato ispettori alla Biennale di Venezia
L’obiettivo è acquisire informazioni sulla riapertura del padiglione russo alla prossima Esposizione d’arte, al via il 9 maggio. Alla base dei nuovi controlli ci sarebbe la decisione della Giuria internazionale di escludere dai premi Russia e Israele, in quanto guidati da leader “accusati di crimini contro l’umanità ”. In mano agli ispettori finiranno tutte le carte relative ai padiglioni dei due Paesi, ma anche di quello iraniano.
Il focus sui bilanci e l’ipotesi commissariamento
Non si tratta solo di un approfondimento sul padiglione russo. Secondo alcune fonti, gli inviati del ministro Alessandro Giuli si occuperanno anche dei bilanci. Con lo scopo di valutare se sia attuabile una richiesta di commissariamento, che potrebbe arrivare a ridosso dell’inaugurazione della Biennale.
La posizione della Biennale: “Nessuna sanzione violata”
La Biennale ha commentato limitandosi a ripetere quanto già affermato in una nota del 26 aprile: “La Biennale di Venezia ribadisce l’assoluto rispetto delle norme, avendo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità ”. In merito alla partecipazione di Mosca, poi, ha aggiunto: “Nessun divieto delle sanzioni europee è stato aggirato, come affermato da ricostruzioni giornalistiche.
La Biennale di Venezia si è responsabilmente impegnata nell’osservanza e applicazione delle sanzioni in essere e informando preventivamente le autorità governative. Come avviene per tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica Italiana […], anche per la Federazione Russa sono state valutate rigorosamente la fattibilità dei progetti e la conformità alle norme vigenti”.
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