Immigrazione clandestina, Parlamento UE: Ok centri per rimpatrio in Paesi terzi

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Il Parlamento europeo ha approvato l’avvio dei negoziati sul nuovo regolamento sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione, definendo la propria posizione in vista dei triloghi con Consiglio e Commissione. Il testo, che ha ricevuto il via libera con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astenuti, è stato sostenuto da Ppe, Ecr e forze di destra e individua negli hub per i rimpatri uno dei cardini della nuova strategia Ue per fermare i flussi irregolari.

Il provvedimento

Tra gli italiani hanno votato a favore le forze del governo, Forza Italia, FdI, Lega e Vannacci, mentre si sono espressi contro Pd, M5S, Avs e la liberale Elisabetta Gualmini. Nel provvedimento viene data prioritĂ  al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e si amplia il ventaglio delle opzioni per l’allontanamento dei migranti irregolari. Tra le principali novitĂ , si prevedono i cosiddetti “returns hub”, gli hub per i rimpatri, collocabili anche nei Paesi terzi.

Il testo prevede inoltre che i cittadini di Paesi terzi destinatari di rimpatrio siano tenuti a cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell’Unione europea e che, in caso di non cooperazione, possano essere detenuti fino a 24 mesi. Si prevedono inoltre norme più rigorose per le persone “che rappresentano un rischio per la sicurezza” e un sostegno finanziario e operativo da parte dell’Unione e delle sue agenzie ai Paesi che ne fanno parte.

I passi successivi

Sul piano procedurale, Bruxelles punta ad accelerare i negoziati. Poche ore dopo il voto è iniziato il primo trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione, con l’obiettivo di raggiungere un accordo nei prossimi mesi. Il percorso resta complesso, soprattutto in seno al Consiglio, dove le posizioni dei Paesi membri non sono uniformi. L’intesa dovrà poi tornare all’esame dell’Aula per l’approvazione definitiva.

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