L’Italia non prenderà parte al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, ma continuerà a garantire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo
Il messaggio arriva con chiarezza dal Consiglio supremo di difesa, riunito al Quirinale per circa due ore e mezza sotto la presidenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. Al termine dell’incontro è stato diffuso un comunicato ufficiale che definisce la linea italiana di fronte alla crisi internazionale.
“L’Italia – si legge nel documento – non partecipa e non prenderĂ parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento”. La dichiarazione arriva in un momento delicato, segnato dall’azione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalla crescente tensione nell’intero Medio Oriente.
Nel comunicato il Consiglio esprime grande preoccupazione per gli effetti destabilizzanti della crisi, che si estendono ben oltre il teatro del conflitto. L’area del Mediterraneo e quella del Golfo risultano direttamente coinvolte da dinamiche geopolitiche che toccano interessi strategici europei, energetici e di sicurezza. Secondo il Consiglio, la crisi si inserisce inoltre in un contesto internazionale già fragile, caratterizzato da crescenti tensioni tra potenze e da un indebolimento dell’ordine multilaterale fondato sulle Nazioni Unite.
Diplomazia e negoziato al centro della posizione italiana
Il Consiglio supremo di difesa ha ribadito che l’Italia continuerà a sostenere una soluzione diplomatica della crisi internazionale. Nel comunicato si legge infatti che “l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica, nel pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione”.
La riunione ha messo in evidenza un quadro internazionale attraversato da molteplici conflitti e crescenti tensioni geopolitiche, con un’attenzione particolare al Mediterraneo e al Medio Oriente. In queste aree, sottolinea il Consiglio, sono in gioco interessi strategici vitali per il Paese.
Durante l’analisi della crisi è stata ricordata anche la dimensione umanitaria del conflitto. Il documento cita gli attacchi contro civili, con particolare riferimento alla strage della scuola di Minab, e ribadisce che episodi di questo tipo risultano “sempre inaccettabili”.
Il Consiglio ha inoltre evidenziato come un’ulteriore estensione del conflitto da parte dell’Iran potrebbe aprire spazi a nuove forme di guerra ibrida e a iniziative di organizzazioni terroristiche, con effetti imprevedibili sulla sicurezza internazionale.
Basi militari e ruolo del Parlamento italiano
Uno dei punti più discussi riguarda l’uso delle infrastrutture militari presenti sul territorio italiano, utilizzate anche da forze statunitensi nell’ambito di accordi internazionali. Il Consiglio ha preso atto “favorevolmente” della risoluzione già adottata dal Parlamento italiano. Tale atto riguarda le richieste di assistenza ricevute da Paesi alleati e amici, oltre alla gestione delle basi militari presenti in Italia.
Nel comunicato si precisa che l’utilizzo delle infrastrutture concesse agli Stati Uniti deve avvenire nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti. Questo quadro comprende attività addestrative e supporto tecnico-logistico. Il documento aggiunge inoltre un passaggio rilevante dal punto di vista istituzionale: “eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”.
Si tratta di un chiarimento che rafforza il ruolo dell’assemblea parlamentare nelle decisioni legate a eventuali sviluppi del conflitto.
Sicurezza nel Mediterraneo e protezione dei cittadini
La riunione del Consiglio ha affrontato anche le misure operative per gestire la crisi nell’area mediterranea e nei Paesi del Golfo. Il governo ha illustrato le linee già presentate in Parlamento, che prevedono iniziative per la sicurezza dei cittadini italiani presenti nella regione. Migliaia di connazionali vivono o lavorano nei Paesi coinvolti dalle tensioni, e la loro tutela rappresenta una priorità .
Parallelamente l’Italia continuerà a garantire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, considerati partner strategici. In queste aree operano infatti anche militari italiani impegnati in missioni internazionali autorizzate dal Parlamento. Il Consiglio ha inoltre sottolineato l’importanza del coordinamento con i principali partner europei. In particolare vengono citati Francia, Germania e Regno Unito, con i quali Roma intende lavorare per difendere gli interessi comuni e rafforzare la sicurezza regionale.
Stretto di Hormuz e tensioni in Libano
Il Consiglio supremo di difesa ha espresso una valutazione severa anche su alcune dinamiche regionali. Nel comunicato si definiscono “gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz”, uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio energetico globale.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla situazione in Libano, dove le tensioni tra Israele e Hezbollah hanno riacceso il conflitto.
Il Consiglio chiede a Israele “di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah”. Nel documento si ricorda che le popolazioni civili pagano sempre il prezzo più alto delle guerre, con centinaia di migliaia di evacuati nel sud del Libano e nelle aree sciite di Beirut.
Attacchi contro Unifil e militari italiani
Il documento finale dedica un passaggio anche alla missione internazionale Unifil in Libano, attualmente guidata dall’Italia. Il Consiglio giudica “allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione 1701 del 2006” e parla apertamente di “inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di Unifil”.
Nel testo si sottolinea inoltre la necessità di garantire la sicurezza della Linea Blu, la linea di demarcazione tra Israele e Libano, e di rafforzare le capacità delle forze armate libanesi. La riunione si è conclusa con una condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil, in Iraq. Il Consiglio ha espresso al tempo stesso “sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero”.

