La corporazione degli intoccabili

Giustizia

di Filippo Facci – Riassunto per chi è vissuto su Plutone negli ultimi tre mesi. Tra meno di trenta giorni c’è un referendum per cambiare la Magistratura, l’unica corporazione mai riformata dal Dopoguerra, l’unica che vari governi di destra o di sinistra abbiano cercato di riformare senza riuscirci, l’unica che è rimasta impermeabile a qualsiasi legge o referendum che non vedesse modificata una parte della Costituzione: da qui la necessità di modificarla, pur lasciando intatto (come viene lasciato) il fondamentale articolo 112 che garantisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e impedisce selezioni politiche nei procedimenti.

La giustizia italiana funziona male, è iniqua, costosa, e il sistema in cui i magistrati si muovono privilegia le correnti politiche (e l’ingiustizia, e impunità di chi lavora male) ma soprattutto mortifica le maggioranze che tengono insieme la baracca: il referendum non è una bacchetta magica per risolvere tutti i problemi accumulati nei decenni (e che i cittadini possono giudicare) ma permette di ristrutturare un sistema dalle fondamenta, perché è dalle fondamenta che non funziona: da qui la necessità di dividere le carriere di chi accusa e di chi giudica, come già avviene nelle democrazie più avanzate senza le catastrofi che gli oppositori del referendum evocano di continuo; da qui, pure, la necessità di ridisegnare i meccanismi con cui la magistratura ora si autogoverna (istituendo due Csm separati ed eletti con sorteggio, per prevenire le lottizzazioni delle correnti togate) e da qui, ancora, l’introduzione di una Corte disciplinare con il compito di punire chi sbaglia, come avviene in tutte le professioni normali dei paesi normali: aggiungiamo che tutti questi organismi, i Csm e la corte disciplinare, saranno composti in prevalenza da magistrati. In altre parole, negli ultimi tre mesi passati su Plutone, non vi siete persi niente, tutto è come prima.
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