È stato convalidato il fermo e disposta la misura cautelare in carcere per Issam Chlih, il ventinovenne marocchino senza fissa dimora unico indagato per l’omicidio di Silke Sauer. La donna, anch’essa senza fissa dimora, tedesca di 44 anni trovata decapitata vicino a un casolare abbandonato nel parco dell’ex area Cnr di Scandicci.
Una misura, quella del fermo, convalidata dal gip Roberta di Maria, attuata a causa del pericolo che Chilh potesse fuggire o reiterare il reato. Come riportato dall’Ansa, le modalità “brutali†dell’omicidio e la personalità dell’indagato hanno indotto il gip a ritenere che potesse rivolgersi a persone del paese di origine per scappare. Inoltre le modalità del delitto e il tentativo di ripulire la scena del crimine, secondo il giudice, evidenziano “una pervicacia criminale fuori dal comuneâ€.
La questione di versetti del libro sacro
La sera del 16 febbraio Issam Chlih e Silke Sauer si trovavano insieme, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, e avevano fatto tappa in un bar di Firenze nei pressi della stazione Leopolda. Secondo alcune testimonianze, Chlih avrebbe urlato frasi senza senso e molestato alcuni clienti. Sul posto era intervenuta una volante, dopo la segnalazione al 112 da parte del gestore del bar.
All’arrivo degli agenti, però, i due si erano allontanati. Attorno alle 5 del mattino di martedì 17 febbraio erano ritornati in tramvia a Scandicci. A riprenderli è una telecamera di videosorveglianza mentre camminavano verso il casolare abbandonato. Proprio nei pressi dell’edificio avrebbero cominciato a litigare.
Altri senza fissa dimora, presenti nel parco dell’ex area Cnr, avrebbero udito delle urla e sentito una voce maschile recitare versetti del Corano e gridare che il diavolo si era impossessato della donna. Subito dopo una voce di donna, presumibilmente Silke Sauer, che gridava in italiano “bastaâ€.
Il giorno successivo, Chlil in preda a uno stato di agitazione avrebbe allontanato chiunque si avvicinasse all’area cani adiacente al casolare. Alcuni passanti chiamarono il 118 e il ventinovenne fu ricoverato all’ospedale di Torregalli. Il giorno seguente, mercoledì 18 febbraio, è stato rivenuto il corpo di Silke.
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