RZESZĂ“W, 23 FEB – “Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre” sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera indirizzata a Viktor Orban sottolineando come “una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata” e spiegando che “violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione”
. Domani a Kiev Costa solleverĂ la questione del caso dell’oleodotto con il presidente Volodymyr Zelensky, ha inoltre ricordato Costa nella missiva. (ANSA)
Ucraina, l’Ungheria conferma il blocco dei fondi: “Sotto ricatto per il petrolio”
Lo scontro tra Budapest e Kiev ha raggiunto un nuovo picco di tensione. Attraverso un post pubblicato su X, il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ufficializzato il legame tra il veto sul prestito UE da 90 miliardi di euro e l’interruzione delle forniture energetiche: «Stiamo bloccando il prestito all’Ucraina finché non riprenderà il transito del petrolio verso l’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba».
L’accusa di “ricatto” politico
Secondo la ricostruzione del governo Orbán, l’Ucraina starebbe deliberatamente bloccando il transito del greggio in coordinamento con Bruxelles e con le forze di opposizione ungheresi. L’obiettivo, secondo Szijjártó, sarebbe quello di provocare interruzioni nelle forniture e causare un aumento dei prezzi del carburante proprio alla vigilia delle elezioni di aprile, con lo scopo di destabilizzare l’esecutivo in carica.
«L’Ucraina sta ricattando l’Ungheria», ha incalzato il ministro, aggiungendo che il blocco del Druzhba rappresenterebbe una violazione diretta dell’accordo di associazione UE-Ucraina. Secondo Budapest, venendo meno agli impegni presi nei confronti dell’Unione, Kiev perderebbe il diritto ai sostegni finanziari previsti.
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