Se quelli che sanno non provvedono con onestĂ a garantire funzionalitĂ agli Stati, formando una burocrazia capace, lasciano a quelli che possono, fanno e hanno, la piena libertĂ di aggiustare i sistemi sociali con politiche economiche, finanziarie o peggio belliche totalitarie e genocide.
Da quando i filosofi hanno inventato la politica e i matematici la scienza; allo sfruttamento dei popoli si dedicano con grande entusiasmo, pensatori, burocrati, politici, industriali e banchieri.
Negli ultimi 25 secoli, a partire da Talete, e passando da Platone e Pitagora fino a Rousseau; gli “addetti ai lavori” avranno tentato chissĂ quante volte di estinguere l’umanitĂ . Ma nel secolo scorso, con il comunismo, fascismo e nazismo hanno raggiunto un livello di bestialitĂ collettiva a dir poco notevole.
Dalle origini dell’uomo, la povertĂ , piĂą della cultura e del benessere, ha sempre aiutato l’umanitĂ a sviluppare vera intelligenza. Ma nell’ultimo secolo, scegliendo di fidarsi piĂą della cultura chĂ© della natura, i popoli ricchi sono ripiombati in una forma di tragica stupiditĂ sconosciuta persino alle scimmie da cui noi umani deriviamo.
Grazie alla cultura, l’umanità è passata dal necessario al benessere, fino a dividere ogni popolo del presunto “Occidente progredito“, in tre ben distinte classi sociali: pochi lupi di buon appetito, una classe media di addetti al mattatoio, e una marea di animali da macello.
E questo ambizioso programma, socio politico economico, è disegnato e realizzato scientificamente, cancellando dal cervello umano ogni traccia di intelligenza istintiva, in modo da indurre i popoli ad accettare con rassegnazione lo sfruttamento e l’asservimento legalizzato. Salvo a passare poi alla eliminazione fisica di chi osasse compromettere l’appetito famelico delle Elite.
In altre parole, la natura, creando disagio, ha sempre formato popoli intelligenti, dediti allo sfruttamento misurato e rispettoso delle risorse ambientali: contadini, pastori, pescatori, boscaioli e artigiani, sì sono sempre rassegnati a vivere con moderazione dei frutti della natura che rispettavano da madre.
Ma alla lunga, l’umanitĂ istruita, si è impegnata ad alleviare il disagio della povertĂ con la comoditĂ del benessere, fino a sconfinare ingordamente nel lusso sfrenato ed ecoassassino.
Ed è stato un suicidio, perchĂ© il benessere rincretinisce i popoli, che finiscono per passare dalla dittatura naturale, alla dittatura cultural finanziaria, come è stato nell’ultimo secolo con il comunismo e il nazifascismo, che fingendo di mettere riparo a l’impovenimento delle masse, piano piano i sistemi politici si sono suicidati sconfinando nel totalitarismo criminale e genocida.
Ora gli effetti del suicidio cultural politico, li troviamo nei giovani bulli che vanno a scuola col coltello, nel dilagare inarrestabile dei femminicidi, nella famelica ingordigia di imprenditori e banchieri e nella dilagante corruzione dei poteri pubblici che in Italia continuano a fare danni inarrestabili.
E non è solo la scarsa produttivitĂ economica italiana a fare brutti scherzi; posto che la civilissima e ricchissima Svizzera ha reso possibile la strage di Crans-Montana, dove l’irresponsabilitĂ pubblica ha finito per legittimare di fatto la criminale rapacitĂ privata.
Io non sono culturalmente qualificato a stabilire: tra ignoranza e istruzione, povertĂ e benessere; quale sapere, avere e potere, possa ricreare nei popoli liberi, un accettabile livello di intelligenza e moralitĂ , perchĂ© le migliori intenzioni dei governanti che promettono miracoli, smettano di lastricare le peggiori vie dell’inferno, a colpi di catastrofi, epidemie, carestie e guerre inarrestabili.
Franco Luceri

