“Ernia da rimuovere entro due mesi”: aspetta di essere operato da 8 anni

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L’odissea di un 76enne di Lecco, in attesa da quasi 8 anni di essere sottoposto a un’operazione per rimuovere un’ernia ombelicale

È il 2018 quando l’uomo si reca all’ospedale Manzoni di Lecco, dove il medico lo inserisce in lista d’attesa per un intervento con priorità B, ovvero da eseguire entro e non oltre due mesi. L’intervento, però, nonostante i vari solleciti, non viene mai programmato.

Passano ben 5 anni e nel 2023 il settantenne finisce in pronto soccorso per un episodio di occlusione. Viene dimesso dallo stesso ospedale di Lecco con la medesima diagnosi e, dopo altri due anni, ad agosto 2025, viene chiamato dall’Azienda sanitaria per un’ulteriore visita, fissata il mese successivo.

Lo specialista reinserisce l’uomo in una nuova lista d’attesa, stavolta per un’ernia ombelicale aggravata da ostruzione, sempre con classe di priorità B (60 giorni). Nulla, però, si muove, finché nei giorni scorsi il 76enne si è rivolto allo Sportello salute locale, che ha inoltrato un ricorso formale agli uffici competenti della Asst.

Sono passati 2.884 giorni dal primo inserimento nella lista d’attesa, ma l’operazione di cui avrebbe avuto bisogno 8 anni fa, entro al massimo due mesi, non è ancora stata programmata.

“Il caso del signor M.G. non è isolato ma un sintomo di una profonda crisi strutturale del Sistema sanitario nazionale e lombardo, è la dimostrazione di un fallimento del governo delle criticità sanitarie”, la denuncia dello Sportello salute di Lecco, che parla anche di responsabilità nazionali.

La denuncia dello Sportello salute

“A livello regionale, l’assessore Guido Bertolaso e il governo della Lombardia continuano a produrre atti di programmazione, come la Delibera 5589 e i POAS aziendali, che però non trovano riscontro nella realtà vissuta dai cittadini. C’è uno scollamento profondo tra risorse, pianificazione e servizi realmente erogati, nonostante un sistema che gestisce decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici”, spiegano.

“A livello nazionale, il governo e il ministro della Salute Orazio Schillaci continuano a non riconoscere la natura strutturale della crisi del Servizio Sanitario Nazionale. Carenza di personale, liste d’attesa fuori controllo, cittadini spinti verso il privato: tutto questo non è più un’emergenza temporanea, è diventata la normalità. Noi diciamo con chiarezza che questa situazione non è accettabile. Il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non può essere svuotato nei fatti mentre si continua a parlare di eccellenze sulla carta”.
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