Tentato omicidio dei Murazzi di Torino, scarcerata minorenne della baby-gang

Torino Murazzi

È stata scarcerata ieri, 19 gennaio, la ragazza che, da minorenne, ha partecipato al tentato omicidio dei Murazzi di Torino, quando tre suoi amici maschi lanciarono una bici giù dalla balaustra alla presenza sua e dell’amica maggiorenne Sara Cherici. Adesso ha vent’anni ed è stata condannata in via definitiva a sei anni e otto mesi di reclusione. La pena terminerà il 25 maggio 2029, ma d’ora in poi potrà scontarla con la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

Meno aggressiva, più controllata

Erano stati gli avvocati difensori Annalisa Baratto e Guglielmo Busatto, nei giorni scorsi, a chiedere la scarcerazione della giovane condannata. La giudice Manuela Casella ha accolto la loro domanda perché, “dopo aver scontato tre anni di pena detentiva, la ragazza appare più consapevole della gravità del reato commesso. Ha compiuto un percorso rieducativo per lo più positivo, anche in ragione dell’adesione a diverse attività come la partecipazione a laboratori di teatro e l’assistenza agli anziani in una rsaâ€. Inoltre, in carcere, “per quanto non sempre rispettosa delle regole, ultimamente ha tenuto comportamenti più controllati e meno aggressiviâ€.

Cosa farà fuori dal carcere

La ventenne, in ogni caso, non potrà uscire di casa dalle 22 alle 6. Deve continuare a vivere a casa dei genitori, svolgendo attività anche in collaborazione con un comitato della Croce Rossa. Inoltre, dovrà partecipare a incontri psicologici. Vietato, per lei, abusare di alcol e altre sostanze. Due volte a settimana, ha iniziato a frequentare un corso di arti marziali e parteciperà anche a un corso per diventare piercer o tatuatrice.

Il tentato omicidio ai Murazzi

Era la sera del 20 gennaio 2023 quando tre amici di Cherici e di questa ventenne, all’epoca minorenne, hanno lanciato una bici elettrica dai Murazzi di Torino, che ha colpito lo studente di medicina Mauro Glorioso e l’ha reso tetraplegico.

Non sono state le due ragazze a compiere questo gesto sciagurato, ma hanno visto tutto senza fare né dire niente. Anzi: subito dopo sono scappate con gli altri e hanno continuato la serata come se niente fosse. Anche nei giorni successivi, sono rimaste in silenzio e non hanno sporto denuncia, cancellando dai telefonini gran parte dei messaggi che si scambiavano con il resto della banda. Lì parlavano senza filtri di quel che avevano combinato e condividevano le loro preoccupazioni.

In tribunale, tutti i responsabili del tentato omicidio sono già stati condannati con sentenza definitiva, tranne Cherici, per cui deve ancora essere celebrato il processo in Cassazione. Durante un’udienza del processo di primo grado a quest’ultima, la ragazza ora scarcerata ha rischiato di essere accusata anche di falsa testimonianza. Secondo la sostituta procuratrice Livia Locci, infatti, “ha detto continue menzogne, in un esame penosoâ€.
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